PIEDIMONTE MATESE – Nessun mistero, nessuna rottura, nessuna frattura politica. Le dimissioni dell’assessore comunale Luigi Ferritto hanno colto di sorpresa molti, ma la decisione — confermata anche dal sindaco Vittorio Civitillo — è maturata esclusivamente per motivi legati ai numerosi impegni professionali dell’ormai ex assessore, che lavora stabilmente fuori provincia.
Una scelta ponderata e sofferta, ma al tempo stesso trasparente, come ha sottolineato il primo cittadino, contattato telefonicamente dalla nostra redazione: “Ancora una volta Luigi si è confermato un gran signore: persona sensibile e corretta. Era un disagio che manifestava da tempo, in particolare da quando avevamo riattivato l’indennità di carica. Lui sosteneva di non meritare il compenso, vista la difficoltà a garantire una presenza costante per via del lavoro”.
Il sindaco ha però ricordato come Ferritto, nonostante gli impegni esterni, avesse sempre assicurato un contributo prezioso all’interno dell’amministrazione, gestendo con responsabilità e attenzione le deleghe affidategli. “Io stesso gli avevo fatto notare che il suo apporto era più che sufficiente e che il suo ruolo era fondamentale per affrontare le problematiche del territorio”, ha aggiunto Civitillo.
Nessuna tensione, dunque, con il gruppo di maggioranza, con cui Ferritto ha sempre mantenuto un rapporto saldo e di piena collaborazione. “Rispettiamo la sua decisione — ha concluso il sindaco — e sento il dovere, a nome mio personale e dell’intera maggioranza, di ringraziarlo per l’impegno profuso ogni giorno da assessore, e per quello che continuerà a dare rimanendo vicino a tutti noi, come egli stesso ha assicurato. Sono certo che continuerà a essere una risorsa per la nostra comunità”.
Un addio formale all’incarico, quindi, ma non alla politica attiva né al percorso amministrativo di un gruppo che resta coeso. Ferritto, con stile e coerenza, ha scelto di non gravare ulteriormente sulla macchina amministrativa in un momento in cui la presenza costante è divenuta un fattore chiave. Un gesto che, in tempi di personalismi e tatticismi, merita rispetto.

