Lor.App.|.Entra ufficialmente in vigore oggi la Legge regionale 22 luglio 2025, n. 11, approvata dal Consiglio Regionale della Campania, che sancisce il riconoscimento delle isole di Capri, Ischia e Procida, insieme ai Comuni di Sessa Aurunca, Piedimonte Matese, Sapri e Vico Equense, come zone disagiate. Una decisione destinata a segnare un punto di svolta nelle politiche territoriali e socio-economiche regionali. La norma, che include anche altri ambiti dell’arcipelago campano e delle aree interne, mira a dare risposte concrete a territori spesso penalizzati da difficoltà infrastrutturali, carenza di servizi essenziali, problemi legati alla mobilità e all’assistenza sanitaria, oltre che da fenomeni di spopolamento e isolamento.L’iniziativa legislativa è frutto di un lungo lavoro di confronto tra enti locali, comitati civici e istituzioni regionali. Il riconoscimento dello status di “zona disagiata” permetterà ora a queste aree di accedere a finanziamenti dedicati, progetti di sviluppo sostenibile e piani straordinari per la sanità, la scuola, i trasporti e il lavoro.«Non è solo una questione simbolica – ha dichiarato il Presidente della Regione Campania – ma un atto concreto che restituisce centralità a territori che troppo spesso sono stati considerati periferici, nonostante la loro importanza strategica e culturale per l’intera regione».
Focus su mobilità e servizi sanitari
Tra le misure attese nei prossimi mesi ci sono: il potenziamento dei collegamenti marittimi e stradali, l’adeguamento delle strutture sanitarie locali, incentivi per i professionisti che scelgono di lavorare in queste zone e nuovi fondi per la tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico.Soddisfatti i sindaci dei comuni coinvolti, che parlano di “una conquista per i cittadini” e di un’opportunità per «rimettere in moto una macchina pubblica spesso rallentata dalla burocrazia e dalla scarsità di risorse». Anche le associazioni locali accolgono con favore il provvedimento, pur chiedendo che «l’attuazione sia rapida ed efficace».Con l’entrata in vigore della legge, si apre ora una nuova fase: dalle parole ai fatti, con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità della vita nelle zone finalmente riconosciute come fragili e meritevoli di attenzione prioritaria.

