Lorenzo Applauso|Ma con il nuovo governo regionale non si doveva finalmente risolvere anche la questione dei punti nascita di Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sarno? A quanto pare, la montagna continua a partorire il solito topolino: tante parole, riunioni, tavoli e tavolini, ma di soluzioni concrete, almeno per ora, non si vede neppure l’ombra.Intanto, a restare sospese tra speranze e delusioni sono le comunità di questi territori, costrette ad assistere a una storia che si ripete con una puntualità disarmante. Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sarno continuano a rappresentare un problema irrisolto, mentre cittadini e famiglie vengono tenuti appesi alle dichiarazioni di questo o quel rappresentante politico, alle promesse di interventi e agli annunci di battaglie istituzionali che, troppo spesso, sembrano esaurirsi proprio nel momento in cui dovrebbero produrre risultati.Il pallone, intanto, continua a passare da una parte all’altra del campo. Tutti pronti a rilanciarlo, nessuno capace di centrare la porta. E quando la partita si fa difficile, c’è sempre qualcuno disposto a spedirlo in tribuna, lasciando che tutto rimanga esattamente com’era prima.Il sospetto, a questo punto, è che la vicenda possa trasformarsi nell’ennesimo argomento da rispolverare in vista delle prossime elezioni politiche. Perché la politica, quando si avvicina il momento di chiedere il consenso, ritrova improvvisamente parole, energie e promesse. «Se vinco io, risolvo il problema»: una formula ormai collaudata, buona per ogni stagione elettorale e per ogni emergenza che non si riesce, o non si vuole, affrontare fino in fondo.Ma i cittadini non sono ingenui. Hanno imparato a distinguere gli impegni veri dalle dichiarazioni di circostanza, i fatti dagli slogan, le decisioni concrete dalle operazioni di facciata. E ogni volta che una promessa resta lettera morta, la fiducia nelle istituzioni si assottiglia ulteriormente.Non ci interessa alimentare la contesa tra una parte politica e l’altra, né lasciarci impressionare da delibere, documenti, prese di posizione o annunci di proteste. Tutto può avere un valore, certo, ma soltanto se conduce a un risultato verificabile. La carta sopporta tutto, le dichiarazioni anche. La realtà, invece, presenta il conto.E il conto, in questo caso, lo pagano territori che chiedono risposte, famiglie che hanno bisogno di servizi sanitari accessibili e cittadini che non possono essere condannati ad aspettare all’infinito che qualcuno trovi il coraggio di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.La domanda, dunque, resta tutta sul tavolo: con il nuovo governo regionale, che cosa è cambiato davvero? Quali decisioni definitive sono state assunte? Quali tempi sono stati fissati? E soprattutto, quando si passerà dalle parole ai fatti?Perché non basta dichiararsi vicini alle comunità, convocare incontri o promettere battaglie. Occorrono atti concreti, impegni verificabili e risposte chiare. Il diritto alla salute non può diventare una pedina da spostare sulla scacchiera politica, né una merce di scambio da esibire quando fa comodo.Di mesi e di anni ne sono già passati abbastanza. Eppure, il problema resta lì, immobile, mentre intorno si continua a discutere.Noi speriamo sinceramente di essere smentiti. Sarebbe la notizia migliore, non soltanto per Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sarno, ma per tutti coloro che credono ancora che la politica debba servire a risolvere i problemi, non a trascinarli da una campagna elettorale all’altra.Perché, a forza di rinvii, annunci e promesse, quella che doveva essere una battaglia per i cittadini rischia di trasformarsi nell’ennesima, vergognosa farsa. E di farse, francamente, non se ne sente proprio il bisogno.
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