Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. Maledetto terremoto. Da lì comincio’, ormai piu’ di dieci anni fa, quel lento declino dell’antico Istituto Tecnico Agrario di Piedimonte Matese. Non una scuola qualunque, anzi, bisognosa di interventi ristrutturali post sisma mai effettuati, neanche tanto importanti, se solo ci fosse stata la buona volontà di farli. In questi lunghi anni, nei quali gli studenti sono stati costretti ad emigrare da altre parti, ne sono passati di interventi inascoltati di politici, istituzioni, associazioni, semplici cittadini, magari quelli che un tempo frequentavano la scuola in via San Pasquale, sudati per la salita, ma sicuri che avrebbero trovato spazio nella vita. Trasmissioni televisive, persino la RAI, tutti a chiedersi perché il prestigioso Istituto Tecnico Agrario di Piedimonte Matese si sta lasciando andare a quello che sembra il suo inevitabile destino. Ci sono ancora, e’ il caso di dirlo, dei volenterosi che, imperterriti, si battono per fare in modo che la scuola possa ritornare a vivere. Proprio qualche giorno fa, convocati dal presidente De Rosa e animati di buona volontà, attorno ad un tavolo dell’Amministrazione provinciale di Caserta, erano seduti per discutere dei lavori per la riqualificazione dello “Scorciarini Coppola” di Piedimonte Matese, oltre a ingegneri, architetti e al responsabile dei progetti del PNRR, il vice sindaco di Piedimonte Matese, Bernarda De Girolamo con l’assessore Navarra, la dirigente scolastica dell’ISISS, Anna Maria Pascale, il
rappresentante degli studenti, Domenico Paglia, il presidente del collegio dei periti agrari, Filippo Farina e la coordinatrice matesina di Cittadinanzattiva, Margherita Riccitelli. L’incontro e’ stato organizzato per discutere sull’andamento dei lavori e per stabilire le modalità sugli interventi futuri, in primis per ottenere dal Comando dei vigili del fuoco e dalla Soprintendenza le autorizzazioni necessarie. La Provincia ha garantito che saranno accelerati i tempi per ottenere dalla Cassa Depositi e Prestiti i fondi necessari per il completamento della copertura, del piano terra e del primo piano dell’Istituto. Da parte sua il Comune di Piedimonte Matese ha garantito la massima disponibilità a trovare soluzioni alternative e a fare in modo, soprattutto, che gli studenti possano continuare a usufruire di altri istituti scolastici.
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