Gioia Sannitica (Comunicato stampa). Un momento di incontro, un momento di voce, un momento di riflessione. Potrebbe essere considerata in questo modo la serata tenutasi a Gioia Sannitica, organizzata dalla Biblioteca comunale Safina, che la vede in queste sere d’estate spostarsi sul territorio in una importante serie di incontri. L’idea nasce dalla volontà di non restare in silenzio di fronte agli accadimenti di Gaza, ben sapendo che certamente la voce della serata non può cambiare gli eventi, ma certamente il parlarne, il comprendere da dove giungono gli eventi, ci rende più partecipi del tremendo dolore che vivono i Gazawi. Attraversando le nebbie del tempo e della storia, dopo i saluti del Sindaco Giuseppe Gaetano, Alfonso Riccitelli, Sandrino Marra, Lia Salomone e Don Matteo Prodi partendo da un tempo lontano 6000 anni sono giunti ad oggi per comprendere gli avvenimenti. Una serata moderata e diplomatica che ha affrontato gli eventi di Gaza attraverso un percorso di conoscenza, poiché è la conoscenza l’arma della comprensione, della corretta visione degli accadimenti. Elementi del diritto umanitario internazionale, dello Ius in Bellum ovvero il diritto umanitario di guerra hanno fatto comprendere come si dovrebbe condurre un conflitto, di come i civili, le strutture civili di ogni ordine e grado debbano essere protette e salvaguardate, di come si sia violato e si violino le convenzioni di guerra. La lettura dei dati , l’esposizione di numeri e percentuali non solo di decessi, ma della distruzione materiale e dei beni civili, ha reso comprensibile il danno morale ed umano di un comportamento che nulla a che fare con il diritto alla difesa, ma che altro non è che un genocidio. Un genocidio il quale è definito dalle violazioni di tutta una serie di articoli delle convenzioni di Ginevra relative ai diritti umani. L’approccio anche alle scritture dell’antico testamento hanno ulteriormente aiutato a comprendere un certo pensiero di quella che è la realtà ebraica di alcuni orientamenti dell’ortodossia stessa di Israele. Si è ragionato poi sulla necessità del perdono, della comprensione sulla scia dell’esempio del Sudafrica di Mandela, ma anche di come l’uomo sia anche per natura un violento ma che tale istintivo modo si può correggere. Gli interventi nel dibattito che è poi seguito, attraverso letture, ma anche attraverso il pensiero di una terra che è in fondo anche terra della cultura occidentale, di quella cultura classica greca che ci appartiene e che appartiene anche alla terra di Palestina. Ed infine si è tornati all’inizio della serata ed a ciò che la serata ha portato…la voce del silenzio, per non restare in silenzio.



