Emiddio Bianchi. Avrebbe volentieri fatto a meno di questi giorni di celebrità la signora Concetta, in gran parte passati sotto il nubifragio della notte appena trascorsa, la preoccupazione giustificata dei familiari e le domande di carabinieri e cronisti che devono raccontare quanto le e’ accaduto e come ne sia uscita miracolosamente bene. Noi l’abbiamo raggiunta nella sua splendida villa nelle colline della frazione della Madonna del Bagno di Gioia Sannitica, appena dopo che aveva finito di raccontare alle forze dell’ordine quanto le era successo, cosa che stava per costarle molto caro. “Con mio marito -ci ha detto la donna- eravamo saliti in macchina fin sopra l’Ariola. Pensavamo di trovare qualche fungo, ma di porcini nemmeno l’ombra. Così abbiamo deciso di fare ritorno a casa, anche perché stava per fare buio e il tempo non era neanche dei migliori. Mio marito mi ha suggerito di rimanere dov’ero perché lui sarebbe andato a prendere la macchina per evitare di farmi fare un tratto a piedi, anche perché mi aiuto con un bastone, avendo difficoltà con una gamba”. A questo punto è successo che i due si sono persi di vista e a nulla sono valse le grida del marito, sperando di capire dove fosse la signora Concetta. Viste vane le sue chiamate, l’uomo ha richiesto l’aiuto dei soccorritori. “Io, intanto, con la notte che era sopraggiunta e l’acqua che cominciava a cadere, ho cercato riparo in un anfratto della roccia”. Un diluvio è venuto giù per quasi tutta la notte ma la donna, da esperta della montagna, e’ riuscita a trovare riparo fino a quando ha smesso di piovere, con le prime luci del giorno che cominciavano a far capire dove fosse è capitata”. Con una gamba claudicante aveva attraversato la gran parte montana del Matese: Gioia Sannitica, San Potito Sannitico, Piedimonte Matese e Castello del Matese. “Con le prime luci di una splendida giornata che era subentrata alla brutta nottata, mi sono avvicinata ad un casolare sopra Castello e da qui sono stati informati i miei soccorritori”. Una brutta avventura che pero’ e’ finita come meglio non poteva: “Vorrei ringraziare tutti quelli che si sono prodigati per tante ore nel tentativo di ritrovarmi: soccorso alpino, vigili del fuoco, carabinieri, il sindaco di San Potito e i tanti volontari.
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