La festa della Madonna delle Galline a Pagani non è soltanto un appuntamento del calendario liturgico o un momento di folklore popolare; è un dispositivo antropologico vivente, un rito primordiale che fonde il sacro con il profano, il battito dei tammurri con la devozione profonda, la memoria collettiva con la vita quotidiana. Proprio al cuore di questo evento straordinario si colloca il nuovo romanzo di Angela Giordano, ‘A Dummeneca d’a Maronna d’e Galline, un lavoro imponente nato da ben due anni di rigorosi approfondimenti, ricerche antropologiche e attività sul campo. L’autrice non si limita a dipingere lo sfondo di una tradizione campana famosissima, ma scava nella sua essenza scientifica e sociale per restituire un affresco universale sulla natura umana. La vicenda di Nannina Di Natale, del suo amore mai spento per Fonzino e del dramma familiare che consuma la sua casa nel quartiere Lamia, diventa lo specchio di desideri, colpe e risentimenti che appartengono a ogni epoca e a ogni latitudine. Attraverso una narrazione che intreccia la grande potenza dei personaggi femminili alla ritualità gastronomica della pasta e del ragù, il romanzo dimostra come il cibo, il mito e la festa siano le vere strutture portanti di una comunità. Ormai si tende a sradicare la memoria e a omologare i linguaggi, il lavoro della Giordano si propone come un baluardo per la salvaguardia di ciò che ci rende umani. Raccontare il contemporaneo attraverso il filtro della tradizione significa riscoprire ciò che ci affratella: il valore del perdono, la dignità del dolore e il bisogno primordiale di appartenenza. È nella conservazione di queste radici e nella capacità di sublimare la sofferenza attraverso il rito che risiede la possibilità di rimanere una civiltà autentica, unita dal filo sottile e indissolubile della propria storia. È in lavorazione sia l”uscita a breve del romanzo che la sceneggiatura.

