CASERTA – Gli attacchi hacker che in questi giorni hanno colpito la filiera alimentare italiana riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza degli approvvigionamenti e della vulnerabilità del sistema logistico nazionale. A lanciare l’allarme è Coldiretti, che evidenzia i rischi legati a un modello distributivo sempre più concentrato in poche grandi piattaforme logistiche e chiede un piano straordinario per tutelare la salute dei cittadini e garantire la continuità delle forniture alimentari. La sicurezza del cibo, secondo l’organizzazione agricola, non può essere considerata soltanto una questione economica, ma deve rientrare a pieno titolo nelle strategie di difesa nazionale. Un attacco informatico ai principali nodi della distribuzione, infatti, potrebbe provocare ripercussioni sull’intera catena di approvvigionamento, con conseguenze sulla disponibilità dei prodotti e sulla regolarità delle forniture. «Per anni abbiamo inseguito il mito dell’efficienza, dimenticando che il cibo non è una merce qualsiasi. Non possiamo permettere che la tavola degli italiani dipenda dalla vulnerabilità di pochi nodi informatici», ha denunciato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo. n questo contesto, la filiera corta e i mercati contadini di Campagna Amica assumono un ruolo strategico, rappresentando un modello di distribuzione alternativo, basato sul rapporto diretto tra produttori e consumatori e sulla valorizzazione delle produzioni locali. Un modello che, secondo Coldiretti Caserta, può contribuire a rendere il sistema alimentare più resiliente di fronte a emergenze e interruzioni della rete distributiva. A sottolinearne l’importanza è il presidente provinciale Enrico Amico: «La filiera corta non è solo una scelta di qualità, ma una vera strategia di difesa. I mercati contadini si confermano un presidio di sicurezza e di salute, anche attraverso ‘Campagna Amica per la Salute’, il progetto che li porta negli ospedali. Rafforzare questa rete rende il Paese meno vulnerabile alle emergenze». ulla necessità di ripensare l’organizzazione della distribuzione alimentare interviene anche il direttore di Coldiretti Caserta, Giuseppe Miselli, che richiama l’attenzione sulle conseguenze che il blocco dei grandi centri logistici può avere sia sui consumatori sia sulle aziende agricole. «Quando i grandi nodi logistici si bloccano, gli scaffali si svuotano in poche ore, mentre i nostri agricoltori restano con il prodotto nei campi. Campagna Amica dimostra che esiste un modello alternativo, capace di resistere agli shock e di valorizzare il lavoro locale. Chiediamo alle istituzioni di sostenerlo e di investire nella sicurezza informatica delle imprese agricole». Da qui la richiesta di un intervento strutturale che affianchi agli investimenti nella cybersicurezza una maggiore diversificazione dei canali di distribuzione e un rafforzamento delle reti territoriali. Per Coldiretti, sostenere l’agricoltura locale e i mercati contadini significa anche costruire un sistema alimentare meno esposto alle crisi, capace di assicurare continuità nelle forniture e maggiore tutela per cittadini e produttori.

