LORENZO APPLAUSO|Nell’Alto Casertano, tra le bellezze incontaminate del Parco Nazionale del Matese, esiste un piccolo tratto di strada che potrebbe rappresentare una svolta storica per il turismo dell’intera area. Eppure, da oltre cinquant’anni, tutto è immobile. Nessun avanzamento, nessun completamento, nessun passo concreto. Solo silenzi, rinvii, promesse non mantenute. Il motivo? Un mistero che si perde tra le nebbie della burocrazia e dell’indifferenza politica. Una vicenda che, a detta di molti, ha qualcosa del giallo irrisolto, come il mistero di Ustica.
Quello che manca, lo sanno tutti, è la volontà politica. Perché di bellezza, questa terra, ne è piena. Il tratto incompiuto collega Valle Agricola al Lago Matese, snodandosi in un percorso mozzafiato tra faggeti, vallate verdi e un paesaggio naturale che ha pochi eguali in Campania. La vallata di Valle Agricola – tre chilometri di larghezza per otto di lunghezza – è incorniciata da montagne suggestive come il Monte Janara, che sfiora i 1.600 metri, e attraversata da una strada panoramica di recente riasfaltata, che si snoda tra La Macchia, la Costa di Valle Janara, Carnevaliegliu e i confini con San Gregorio Matese.
Da lì si aprono, chiare e maestose, le due conche di Camporotondo e Campobraca, fino ad arrivare allo specchio d’acqua del Lago del Matese. Uno scenario naturale che – se reso accessibile e valorizzato – potrebbe trasformarsi in un vero motore di sviluppo per l’intero Alto Casertano.
E ora, con l’istituzione del Parco Nazionale del Matese, si apre uno spiraglio: quei pochi chilometri mancanti, quei pochi metri di strada dimenticata, potrebbero finalmente trovare un destino. Perché tutelare la natura non significa chiuderla in una teca, ma renderla fruibile in modo responsabile, intelligente e sostenibile. Per la cultura, per l’aria salubre, per il piacere di camminare in un territorio che sa regalare emozioni autentiche.
È giunto il momento che qualcuno alzi la voce, che la politica ascolti il territorio e che quella strada, rimasta troppo a lungo sospesa nel tempo, trovi finalmente la sua realizzazione. Perché il Matese non merita l’oblio, ma una nuova stagione di rinascita.


