Capua/Santa Maria Capua Vetere/Caserta/Maddaloni. Sabato 3 ottobre 2026, alle ore 17:30, si terrà nel Museo Civico e del Risorgimento di S. Maria Capua Vetere, piazza Andrea Angiulli n. 7, un convegno dedicato al 166° anniversario della Battaglia del Volturno, evento che ha segnato in maniera decisiva il processo di unificazione italiana. Due eserciti e due visioni diverse dell’Italia si sono scontrati nell’antica provincia di Caserta, Terra di Lavoro, tra Capua e S. Maria C.V. e tra Caserta e Maddaloni. L’iniziativa sarà un’occasione per approfondire da un lato le strategie di Garibaldini e Borbonici, dall’altro la serie di eventi sanguinosi e drammatici e la mitizzazione, poi, che hanno caratterizzato il processo di unificazione nazionale. L’unità politica italiana è una realtà consolidata, ma permangono alcune ferite come la «questione istituzionale» e la «questione meridionale». «Si tratta, pertanto, di un momento di studio oltre le polemiche di parte e liberato da tutte le ideologie, tale da cercare di ricostruire il dato storico in modo obiettivo e documentato, per riscoprire l’identità italiana che è saldamente ancorata alle radici profonde di un Paese che è nato molto prima del 1861» così Tommaso Tartaglione, presidente del Centro Studi della Provincia di Caserta. Promotore dell’iniziativa, oltre al comune di S. Maria C.V. e al Museo del Risorgimento, è il Centro Studi della Provincia di Caserta “Antica Terra di Lavoro” che, dopo aver organizzato le prime due edizioni del Festival dell’Unità Nazionale a Teano, intende approfondire le tappe fondamentali del periodo risorgimentale. Dopo i saluti del sindaco Antonio Mirra, dell’assessore alla cultura Anna Maria Ferriero, e di Enzo Oliviero dell’Ufficio cultura, il presidente del Centro Studi Tommaso Tartaglione dialogherà per l’inquadramento storico, ma soprattutto storico militare, con Giovanni Pede, ingegnere molisano ma residente a Viterbo, che ha lavorato per quasi quaranta anni in ambito industriale (Italsider di Taranto e stabilimenti gruppo Arena industria alimentare) e nel campo della ricerca, ma è anche un appassionato cultore della storia militare italiana. È, infatti, autore del libro Dal Volturno al Macerone. Nascita di un regno. I 45 giorni che fecero unita l’Italia (2020), e Dal Macerone a Gaeta. L’ultima difesa delle Due Sicilie (2024). A seguire, Giovanni Valletta, laureato in Scienze storiche presso la Statale di Milano, docente di materie letterarie e specializzato negli studi sul Risorgimento nel Mezzogiorno. Ha fatto parte della struttura nazionale dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano ed ha diverse pubblicazioni scientifiche all’attivo. È membro della redazione del “Pensiero mazziniano”, rivista che gode del patrocinio della Presidenza della Repubblica. È autore del libro Ferdinando Palasciano. Una storia ancora tutta da scrivere (2026). Concluderà Francesco Pappalardo, Consigliere parlamentare del Senato della Repubblica, direttore del Servizio di Questura e del Cerimoniale, nonché Capo dell’Ufficio di Segreteria del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica e Direttore della Biblioteca del Senato. È autore di numerosi volumi sulla storia del Risorgimento in Italia e sul cosiddetto “brigantaggio” nel Mezzogiorno, nei quali ha descritto i caratteri peculiari dell’identità e della cultura politica italiana preunitaria. Tra le sue pubblicazioni: Il mito di Garibaldi. Vita, morte e miracoli dell’uomo che conquistò l’Italia (2002); Il brigantaggio postunitario. Il Mezzogiorno fra resistenza e reazione (2005). L’Unità d’Italia e il Risorgimento (2010). Il mito di Garibaldi. Una religione civile per una nuova Italia (2010); 1861-2011. A centocinquant’anni dall’Unità d’Italia, quale identità? (2011).
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