Lorenzo Applauso|Una Basilicata che vuole crescere, attrarre investimenti e rafforzare la propria capacità di esportazione ha bisogno di infrastrutture moderne, collegamenti efficienti e una rete logistica capace di sostenere lo sviluppo del sistema produttivo. È questo il tema al centro del convegno “Sulle rotte dello sviluppo – Infrastrutture, trasporti e logistica per una Basilicata più competitiva”, svoltosi a Matera lo scorso 2 ottobre e promosso da Confindustria Basilicata.Un appuntamento che ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo imprenditoriale e i principali protagonisti nazionali del settore, con l’obiettivo di avviare una riflessione concreta sulle infrastrutture di cui la Basilicata industriale ha bisogno per affrontare le sfide della competitività, della mobilità
delle merci e dell’integrazione con i grandi corridoi logistici nazionali ed europei.Ai lavori, oltre al presidente di Confindustria Basilicata Francesco D’Alema, hanno preso parte, per i saluti istituzionali, il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e il procuratore generale della Corte d’Appello di Potenza Francesco Basentini. Numerosi e qualificati gli interventi dal mondo delle infrastrutture, dei trasporti e della logistica, con la partecipazione, tra gli altri, dell’amministratore delegato di Anas Andrea Gemme, dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Gianpiero Strisciuglio, del vicepresidente di Confindustria con delega ai Trasporti, Logistica e Industria del Turismo Leopoldo Destro, dell’amministratore delegato Medlog/Medway/MVN – MSC Group Federico Pittaluga e del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Taranto Giovanni Gugliotti. A moderare il confronto è stato Mimmo Mazza, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, mentre tra le presenze di particolare rilievo quella del casertano dott. Luigi Antonio Fazzone, neo Provveditore alle Opere Pubbliche del Provveditorato Interregionale per la Puglia e la Basilicata.Particolarmente apprezzato l’intervento di Fazzone, che ha proposto una relazione sintetica ma densa di contenuti, offrendo spunti di riflessione sul ruolo delle opere pubbliche e sulla necessità di una programmazione infrastrutturale capace di accompagnare concretamente lo sviluppo del territorio. Un contributo che ha raccolto l’applauso della platea e che ha confermato quanto il tema delle infrastrutture rappresenti una delle questioni decisive per il futuro economico della Basilicata.
“Signor Viceministro, Signor Presidente della Regione, Signor Sindaco, Signor Presidente di Confindustria Basilicata, Autorità, rappresentanti delle imprese, gentili ospiti.Ringrazio Confindustria Basilicata per l’invito e per avere promosso un confronto concreto -ha esordito- su un tema decisivo per il futuro di questa regione.
Il titolo “Sulle rotte dello sviluppo” contiene già una precisa indicazione. Le infrastrutture non sono opere isolate. Sono gli strumenti attraverso i quali un territorio si collega ai mercati, attrae investimenti, migliora i propri servizi e crea opportunità per le imprese e per le persone.
Per questa ragione non dobbiamo domandarci soltanto quali opere realizzare. Dobbiamo domandarci come inserirle in un sistema, come realizzarle bene e in quali tempi renderle effettivamente disponibili.
Una regione cerniera
La Basilicata non deve essere descritta soltanto come una regione interna o periferica. La sua posizione geografica può costituire un vantaggio competitivo.
La regione si colloca tra la direttrice adriatica, quella ionica e quella tirrenica. È vicina a sistemi portuali e ad aree produttive importanti. Può quindi svolgere una funzione di raccordo nei grandi flussi economici del Mezzogiorno e del Mediterraneo.
Ma la posizione geografica, da sola, non basta. Per diventare un vantaggio deve essere sostenuta da collegamenti affidabili e da nodi capaci di integrare strada, ferrovia e porto.
In altri termini, non basta attraversare la Basilicata. Occorre servire la Basilicata.
Dalla singola opera alla rete
La firma del protocollo per l’Interporto di Ferrandina richiama esattamente questa prospettiva.Un nodo logistico produce valore se è inserito in una rete. Deve dialogare con le aree industriali, con le infrastrutture ferroviarie e stradali e con i porti, a cominciare dal sistema ionico.I flussi delle merci non seguono i confini amministrativi. Anche la programmazione infrastrutturale deve quindi essere capace di superarli.La collaborazione tra Basilicata e Puglia, insieme al collegamento con il Porto di Taranto, non rappresenta un elemento accessorio. È parte della reale geografia economica dei territori.La domanda decisiva non è soltanto dove collocare un’infrastruttura. La domanda è quale funzione concreta essa debba svolgere, quali flussi debba intercettare e quali connessioni debbano renderla effettivamente utile alle imprese.
Il punto di vista del Provveditore
In una sede nella quale sono presenti i principali soggetti delle reti stradali, ferroviarie, portuali e logistiche, ritengo utile portare il punto di vista di chi opera nel ciclo concreto delle opere pubbliche.Il primo tema è la maturità dei progetti.La qualità della progettazione non è un rallentamento. È, al contrario, il primo strumento di accelerazione.Molti problemi che diventano visibili in cantiere nascono prima del cantiere: fabbisogni non sufficientemente definiti, interferenze non risolte, autorizzazioni non coordinate, disponibilità delle aree incerta, quadri economici non adeguatamente consolidati.Un progetto maturo riduce varianti, sospensioni e contenziosi. Consente alle imprese di organizzarsi meglio e permette all’amministrazione di assumere decisioni più rapide e più solide.In questo senso, progettare bene significa anche rispettare il tempo delle imprese, dei cittadini e dei territori.
Il tempo come infrastruttura
Il secondo tema è il tempo.
Oggi il tempo è esso stesso un’infrastruttura. Un’opera completata troppo tardi può costare di più e può non rispondere più pienamente alle esigenze per le quali era stata programmata.Accelerare, però, non significa ridurre i controlli, la sicurezza o la legalità.Significa anticipare le criticità. Significa costruire cronoprogrammi realistici, definire con chiarezza le responsabilità, coordinare progettisti, direzione lavori, responsabili del procedimento, amministrazioni e imprese, assumendo le decisioni quando servono.La semplificazione è efficace quando rende il processo più ordinato e tempestivo, non quando trasferisce i problemi alla fase esecutiva.
Il lavoro concreto sul territorio
L’attività che il Provveditorato sta seguendo in Basilicata offre una rappresentazione concreta di questo metodo. Sul territorio sono presenti interventi in fasi diverse: progettazione, affidamento, esecuzione, collaudo e conclusione.A Matera sono in progettazione gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico della Questura e all’adeguamento sismico e funzionale della sede centrale dei Vigili del Fuoco.Sono inoltre in corso o programmati interventi sulla funzionalità della Questura, del Tribunale e della Polizia Stradale, insieme ad azioni per la sicurezza, la salubrità degli ambienti e l’accessibilità degli edifici pubblici.A Pisticci prosegue la rifunzionalizzazione dello stabile destinato alla Compagnia Carabinieri ed è in progettazione il nuovo distaccamento permanente dei Vigili del Fuoco.A Irsina è in collaudo l’intervento di messa in sicurezza antisismica e restauro della Chiesa di San Francesco d’Assisi.Non richiamo questi lavori per comporre un catalogo. Li richiamo perché mostrano che la competitività di un territorio dipende anche da edifici pubblici sicuri, servizi accessibili, presidi efficienti e patrimonio tutelato.Le grandi reti sono indispensabili. Ma le grandi reti hanno bisogno di un territorio organizzato, sicuro e capace di sostenerle.
Governance e collaborazione istituzionale
La collaborazione istituzionale non deve iniziare quando emerge un problema. Deve accompagnare l’opera fin dalla programmazione.Il Provveditorato, nel rispetto delle competenze di ciascun soggetto, può mettere a disposizione capacità tecnica e amministrativa, conoscenza del territorio, esperienza nella gestione degli appalti e attenzione alla fase esecutiva.Può inoltre contribuire a costruire un metodo stabile di confronto tra amministrazioni, gestori delle reti e sistema produttivo.Dopo questo convegno, il risultato più utile sarebbe una ricognizione condivisa non soltanto delle opere desiderate, ma degli interventi già programmati, del loro effettivo livello progettuale, della copertura finanziaria, delle connessioni con le altre reti e delle criticità che ne ostacolano l’attuazione.Occorre distinguere con precisione tra opera programmata, finanziata, progettata, affidata, in esecuzione e completata. Sono fasi diverse, e rappresentarle correttamente è il primo passo per decidere bene.
Conclusione
Vorrei concludere richiamando quattro parole: rete, progetto, tempo e responsabilità.Rete, perché nessuna infrastruttura produce pienamente i propri effetti se rimane isolata.Progetto, perché la qualità si costruisce prima dell’apertura del cantiere.Tempo, perché un’opera è realmente utile se viene resa disponibile quando il territorio ne ha bisogno.Responsabilità, perché ogni soggetto deve esercitare con chiarezza e tempestività il proprio ruolo.La sfida è trasformare le risorse in progetti maturi, i progetti in cantieri, i cantieri in infrastrutture funzionanti e le infrastrutture in opportunità di sviluppo.Su questa sfida il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Puglia e la Basilicata è pronto a fare la propria parte, con rigore, competenza e spirito di collaborazione.”.

