Antonio Lanzone|Vairano Scalo. – Un tempo la stazione ferroviaria di Vairano- Caianello era un’infrastruttura importante, un punto di riferimento per tutto l’alto casertano. La stazione, posta sulla direttrice principale Napoli – Roma via Cassino, itinerario strategico di connessione tra il sud ed il resto dell’Italia, crocevia di viaggi e di sogni. La storia della Stazione ha avuto inizio tempo fa, ad un’ anno dallo storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, avvenuto nei pressi di Taverna Catena. Infatti, nel lontano 14 ottobre 1861 fu aperto il tratto Capua -Tora sulla linea ferroviaria Roma -Cassino-Napoli. In seguito, nel maggio 1866 fu aperta all’ esercizio la diramazione di collegamento per il Molise, raggiungendo prima Venafro e, successivamente, Isernia e Campobasso, per cui la stazione di Vairano -Caianello diventa un luogo di massima convergenza del trasporto pubblico con notevole transito giornaliero di persone. Nel 2001, inizia il declino per la stazione, che coincide con l’apertura del tratto ferroviario Venafro Rocca d’Evandro. Di conseguenza essendo meno utilizzata, perde la sua importanza, in quanto i treni diretti fra Roma ed il Molise non transitano più per Vairano. Nonostante tutto, l’utilizzo dei treni per gli abitanti della zona rimane sempre di grande utilità. È una stazione ferroviaria che merita di più e meritano più rispetto i pendolari che, quotidianamente, alle prime luci dell’alba, utilizzano il treno per raggiungere il luogo di lavoro. L’utenza dell’alto-casertano, per soddisfare i propri impegni lavorativi e di studio, deve avventurarsi di buon mattino con mezzi propri, per prendere a Cassino alle 5:00 il treno per Roma, con la speranza di arrivare puntuali per le 8:00 sul posto di lavoro. Le autorità che rivestono cariche istituzionali nell’alto casertano, devono farsi carico di questa situazione esasperante dei viaggiatori e, nello spirito delle esigenze di mobilità, devono proporre alla Dirigenza della Rete Ferroviaria Italiana la rimodulazione dell’ impianto orario, nel rispetto delle necessità dell’utenza. Solo così possiamo migliorare la qualità di vita dei pendolari, che ogni mattina di buon’ora lasciano i loro affetti per recarsi a lavoro nella capitale.
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