Alife (Comunicato stampa). Nel rispetto della tradizione, il prossimo 6 gennaio nell’occasione dell’Epifania del Signore, si concluderà l’esposizione al pubblico, iniziata il 15 dicembre u.s., del Presepe del Campanile della Cattedrale di Alife.
Per l’occasione, con inizio alle ore 18, sono previste una serie di iniziative che comprendono:
la Rappresentazione “Lo cunto de lo quarto Re” realizzato dalla compagnia teatrale Il Segno della Parrocchia di Alife;
La Funzione del Bacio di Gesù Bambino presente nel PRESEPE DEL CAMPANILE;
Consegna ai bambini dei doni della Befana;
Consumazione di Pizze fritte, dolci e vino offerti dal comitato organizzatore.
Il Presepe del Campanile della Cattedrale di Alife, allestito sul sagrato della Cattedrale e concepito come richiamo al messaggio di speranza del Natale, in particolare nell’anno giubilare (24 dicembre 2024 – 6 gennaio 2026), ha richiamato numerosissimi visitatori che hanno avuto modo di ammirare una vera e propria opera d’arte.
La realizzazione del Presepe è stata possibile grazie al contributo economico spontaneo da parte di persone ed attività imprenditoriali, all’ impegno di maestri locali dell’arte presepiale, da volontari che hanno prestato competenze, opera manuale e sorveglianza continua.
Tutte le attività collegate all’opera sono state coordinate dal Parroco Don Pasqualino Rubino e dal sacerdote Don Emilio Salvatore, che ne è stato l’ideatore.
I pastori e la capanna rimangono patrimonio della Parrocchia e saranno custoditi all’interno della Cattedrale sia come presepe stabile che per futuri diversi allestimenti.
Il Presepe del Campanile rappresenta anche un momento di orgoglio per la comunità alifana, che, nell’occasione, ha saputo lavorare in sinergia e totale collaborazione tra tutte le sue diverse componenti.
La minuziosa descrizione dell’opera presepiale è rappresentata nella Locandina distribuita gratuitamente ai visitatori e si riporta integralmente.
Descrizione
La scena condensa insieme i due principali avvenimenti: il Natale di Gesù e l’Epifania.
Gli elementi tipici del mistero natalizio raccontato dall’evangelista Luca (2,1-20) si ritrovano in primo piano: Maria e Giuseppe e il bambino.
‘In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.
Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galileo, dalla città di Nazareth, sali in Giudea alla città di Davide chiamato Betlemme; egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.’
Maria, in ginocchio, adora il Figlio dell’Altissimo, divenuto carne nel suo grembo. Giuseppe in piedi sembra custodire la Santa Famiglia con atteggiamento pieno di rispetto. Il bambino è nella mangiatoria.
Il vangelo di Luca afferma che non vi era posto per Maria e Giuseppe nell’alloggio per questo trovano ricovero in una stalla insieme agli animali, in particolare al bue all’asinello, posti dietro al bambino per riscaldarlo. La stalla è resa attraverso una serie di particolari rurali e simbolici.
L’arco d’ingresso con le porte semiaperte assume il valore simbolico della Porta Santa, che vuole ricordare come attraverso l’incarnazione è stata dischiusa per tutti gli uomini la salvezza.
Il forno, a sinistra di chi guarda, che fa riferimento al1’etimologia di Betlemme, che vuol dire in ebraico “Città del Pane”, con riferimento a Cristo Pane vivo disceso dal cielo e al pane che il Natale ci invita a condividere con i più deboli e poveri. L’albero di ulivo rappresenta la pace che il Messia dona con la sua vita.
Il mistero de1l’Epifania ossia la rivelazione presso tutti i popoli si trova espresso attraverso le figure dei Magi.
Il racconto di Matteo (2, 1-11) ci dice:
‘Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme (…) Al vedere la stella provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.’
I Magi adorano il Bambino, re dei Giudei: Gaspare e Melchiorre sono in piedi; Baldassare è in ginocchio. Ogni epoca ha cercato di dare un volto a questi personaggi: chi ha sottolineato la loro diversa provenienza (Asia, Africa ed Europa, mancano gli altri due continenti che non erano ancora stati scoperti); chi le diverse età (giovinezza, maturità, vecchiaia); chi ha dato loro nomi (Melchiorre, Gaspare e Baldassare), chi soprattutto ha fatto attenzione ai loro doni (oro, segno di regalità; incenso, segno di adorazione; mirra, segno di umanità) a significare le qualità del destinatario di tali doni: re Messia, Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo.
I pastori sono a grandezza umana, di fattura siciliana (volti e vestiti hanno lineamenti orientali; gli abiti sono trattati con amido), realizzati per la Ditta Chianese store – S. Antimo (NA).
La nascita e l’epifania sono due aspetti dello stesso mistero di luce e di pace, che intendiamo augurare a tutti in questo Giubileo della Speranza.

