Carissimi lettori,
l’episodio del miracolo delle Nozze di Cana di Galilea, compiuto da Gesù, vuole presentarci il nostro rapporto con Dio, con le immagini coniugali.
Vuole ricordarci che l’amore è il risultato di una lunga e faticosa conquista, capace di fare dono di sé agli altri.
Solo in questo caso è possibile che ci sia una comunione profonda, viva e vera con l’altro.
Solo in questo caso nella buona e nella cattiva sorte è possibile che ci sia un motivo di confronto, di coraggio e di speranza, facendoci capire che la nostra vita con Dio in Cristo, è una vita nunziale.
Facendoci capire che la nostra vita cristiana non è soltanto un semplice, momentaneo e improvviso innamoramento, ma una condivisione della vita stessa di Gesù.
La vita coniugale si esaurisce solo in alcuni e saltuari momenti di intima comunione?
No.
E come la vita coniugale anche la nostra vita cristiana non può e non deve esaurirsi nell’ osservanza di qualche sporadica e commovente cerimonia.
Ma come l’amore vero, la vita cristiana deve manifestarsi nel lottare, nel soffrire e nel camminare insieme.
È sintomatico che alla richiesta di Maria, Gesù risponde dicendo:” Non è ancora giunta la mia ora”.
Perché la sua ora, non è quella del miracolo, ma quella della croce .
E così anche per noi, l’ora in cui siamo chiamati a rivelare e a dimostrare la nostra identità cristiana è quella in cui siamo chiamati a portare la croce, con fede, senza scoraggiarci e senza stancarci di fare il bene, anche di fronte alle ingratitudini, mettendo i doni ricevuti al servizio del prossimo e a servizio della Chiesa, che è una comunità di servizio.
Cercando, tutti di impegnarci sempre di più .
L’intervento della Madonna a far compiere il miracolo, dicendo:” Fate quello che vi dirà”, è un invito ad andare continuamente alla sorgente della nostra fede, cioè alla Parola di Dio per verificare il nostro rapporto nunziale con il Signore.
E l’invito di Gesù è altrettanto chiaro:” Riempite d’acqua le giare”.
Come vediamo non si tratta di abolire le forme esteriori del culto, ma di dare ad esse pienezza di senso e di verità, facendone uno strumento per cambiare la nostra vita in vino buono per la gioia dei nostri fratelli e sorelle.
Buona e Santa Domenica a tutti!
Don Antonio

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