Piedimonte Matese. La chiusura del punto nascita a Piedimonte Matese annunciato dal Governatore della Campania fa discutere. Il sindaco di Piedimonte Civitillo non ha perso tempo e ha immediatamente inviata una nota al Ministro della Salute, al Presidente della Regione Campania De Luca e alla direzione dell’Asl Caserta definendo avvilente che si assuma una decisione di tale portata.
“Abbiamo appreso dalla conferenza stampa settimanale del Presidente De Luca -SI LEGGE NELLA NOTA DEL SINDACO – che la Regione ha dovuto e cito testualmente: “comunicare al Ministero che si chiudono i primi tre punti nascita entro il primo semestre 2025, per sbloccare il piano di rientro”. I tre punti nascita sono Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sapri.
E’ sconcertante ed avvilente che si assuma una decisione di questa portata dopo aver individuato finalmente – e dopo anni di vani tentativi – l’area interna del Matese. Una individuazione non fine a se stessa ma necessaria per destinare ingenti risorse nel settore dei trasporti, della istruzione e della sanità. Interventi volti a invertire il trend di calo demografico e consentire agli abitanti delle aree interne di usufruire dei servizi previsti nei maggiori centri urbani.
Il nostro Comune, unitamente agli altri 17 dell’area interna Matese, ha predisposto un preliminare di strategia di area prevedendo ingenti investimenti proprio per la sanità ed in particolare per l’ospedale di Piedimonte Matese. Perché abbiamo tutti ritenuto che l’assistenza sanitaria sia la priorità assoluta. Quindi da un lato si compie uno sforzo per supportare la crescita demografica mentre dall’altro si assumono decisioni assurde, che sono assolutamente contradditorie. E’ vero, la norma prevede 1000 nascite per anno al fine di preservare i punti nascita. Ma non per ragioni economiche ma per sicurezza, per garantire una efficiente prestazione sanitaria con personale “allenato” opportunamente. Tale limite viene derogato 500 per le zone interne/montane e le isole, ove i tempi di percorrenza per raggiungere i presidi ospedalieri sono incompatibili con la sicurezza dei pazienti. Ci dicono che l’ospedale di Piedimonte Matese non raggiunge i 200 parti per anno e che, pertanto, occorre procedere con la chiusura. Ma si dimentica di dire che nel territorio di pertinenza dell’ospedale di Piedimonte Matese si registrano più di 500 nascite per anno e che solo in riferimento ai comuni appartenenti al distretto 15 si registrano circa 500 nascite per anno. Perché oltre 300 pazienti scelgono di partorire altrove? A causa di scelte politiche scellerate, di una gestione pessima della struttura per anni, di una medicina territoriale che ha dirottato i pazienti in altre strutture e di una mancanza, presso le strutture pubbliche, di medici che vivono e operano sul territorio. Il nostro territorio non può pagare gli errori compiuti dalla politica che poi adotta norme generalmente corrette ma che devono essere rese plastiche, adattandosi ai contesti locali. Noi abbiamo, come territorio, una domanda di prestazione supe iore al limite fissato per legge e pretendiamo che il punto nascita permanga dove è. In un reparto che dopo anni è finalmente efficiente e dotato di personale medico e ausiliario eccellente. In un ospedale che sta risorgendo, con interventi infrastrutturali rilevanti e con, finalmente, l’incremento dell’organico. Non possiamo immaginare di investire denari pubblici per invertire il calo demografico e poi, in parallelo, subire queste decisioni scellerate che avranno, come conseguenza, un ulteriore marginalizzazione del nostro territorio. Nel preliminare di strategia abbiamo previsto le botteghe di comunità (per garantire un servizio sanitario ai comuni dell’area più lontani), un nuovo presidio del 118, la telemedicina e gli infermieri di comunità, il robot per il reparto di chirurgia, la risonanza magnetica e, ci batteremo fino in fondo per questo, un nuovo reparto per l’emodinamica, a fine di impedire anche un solo decesso per trasferimenti di pazienti in condizioni gravi. Non potete e non dovete mortificare il nostro territorio, vi chiediamo un atto di responsabilità e un riscontro immediato”.

