Lorenzo Applauso|PIEDIMONTE MATESE – Le meraviglie naturali del Matese, da sempre risorsa preziosa per il turismo locale, rischiano di svanire sotto il peso delle esigenze energetiche e di una gestione che non tiene conto dei cambiamenti ambientali in atto. Al centro della polemica, il Lago Matese, sempre più in sofferenza per via dei continui prelievi d’acqua da parte dell’ENEL, destinata alla centrale idroelettrica locale.
Il ciclo è tecnicamente regolare: l’acqua del lago viene pompata verso la centrale e poi rilasciata nel fiume Torano, che resta costantemente gonfio. Tuttavia, mentre il Torano scorre vigoroso, il lago – simbolo paesaggistico e cuore pulsante del turismo matesino – si presenta ogni anno più asciutto e meno vitale.Una situazione che, seppur formalmente legale, solleva interrogativi su quali siano i limiti sostenibili di utilizzo della risorsa idrica. È evidente che le attuali normative, datate e non aggiornate al contesto climatico attuale, non bastano più. L’ambiente cambia, e l’acqua – sempre più scarsa e preziosa – non può essere gestita con parametri vecchi.
Le conseguenze si vedono a occhio nudo. Il bacino è sempre meno attrattivo per i visitatori, e l’ecosistema che lo circonda è in crisi. I pesci, come le carpe che depongono le uova lungo le sponde, sono in calo. Gli uccelli, che di quei pesci si nutrono e fanno parte del ciclo naturale, si allontanano. Anche la flora palustre soffre la carenza d’acqua, con effetti a catena sull’intero ambiente. Una perdita ecologica che rischia di diventare anche una crisi economica: l’“azienda turismo”, come qualcuno la definisce, è messa in serio pericolo. Decine di attività – dalle strutture ricettive alle guide naturalistiche, dai ristoranti agli agriturismi – vedono a rischio l’afflusso turistico, soprattutto in vista dell’estate.
“Che cosa succederà ad agosto?” si chiedono in molti tra gli operatori locali, consapevoli che senza lago, senza paesaggio, senza biodiversità, il turismo sul Matese perde gran parte del suo fascino.Il paradosso è che tutto questo avviene nel cuore del futuro Parco Nazionale del Matese, un’area protetta che dovrebbe essere il baluardo della conservazione ambientale. Invece, proprio qui, si continua ad assistere a un prelievo che, pur necessario per la produzione energetica, rischia di minare uno dei luoghi più belli e suggestivi del Mezzogiorno.
AGGIORNIAMO LE REGOLE
La richiesta che arriva dal territorio è chiara: rivedere limiti, indici e autorizzazioni con nuovi criteri ambientali. Servono controlli più attuali, valutazioni che tengano conto dei cambiamenti climatici, della scarsità d’acqua, e del valore ambientale e turistico del lago.
Il Matese è una terra benedetta dalla natura, ma troppo spesso maltrattata dall’uomo. Proteggerlo non è solo un dovere ecologico, è un investimento per il futuro del territorio. Il tempo per intervenire è adesso, prima che le acque del lago scompaiano davvero – portandosi via un pezzo importante di identità matesina
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