Lorenzo Applauso|CASERTA – Mentre la produzione di nocciole nel casertano registra un crollo drammatico, con perdite stimate fino al 60% rispetto agli anni passati, arriva una ventata di ottimismo sul fronte della prossima vendemmia. Secondo le dichiarazioni di Giuseppe Miselli (nella foto sotto) Direttore di Coldiretti Caserta, non si segnalano problemi rilevanti nei vigneti della provincia, lasciando ben sperare per una vendemmia di qualità e quantità. “Non ci sono segnali negativi per ciò che riguarda la vendemmia – afferma Miselli – perciò dovremmo essere tranquilli con la speranza che sia un’annata ottima. Non siamo tranquilli invece per la nocciola, per la quale si registrano danni enormi. ”A pesare sulla situazione agricola locale non è solo il clima o i parassiti, ma anche la concorrenza estera che Coldiretti denuncia con forza. L’organizzazione agricola, infatti, continua la sua battaglia per la tutela del vero Made in Italy, spesso minacciato da prodotti importati che, con semplici trasformazioni, possono essere etichettati come italiani”.È il caso – emblematico e controverso – della passata di pomodoro proveniente dalla Tunisia, che, con l’aggiunta di acqua e zucchero in Italia, può magicamente diventare “prodotto italiano” secondo le norme attuali del codice marittimo. Una situazione che Coldiretti definisce inaccettabile. Solo pochi mesi fa, un blitz degli attivisti di Coldiretti Campania nel porto di Salerno ha portato sotto i riflettori le tonnellate di uva da tavola e verdura fresca in arrivo via nave, che rischiano di finire nei nostri mercati senza etichette trasparenti. L’obiettivo era chiaro: tutelare le imprese agricole italiane e garantire ai consumatori trasparenza, regole uguali per tutti e un prezzo giusto. “Non vogliamo frutta e verdura coltivata all’estero con regole diverse – hanno detto alcuni attivisti – che poi arriva in Italia e si trasforma magicamente in Made in Italy!” Un grido d’allarme che non può essere ignorato. Per questo, dalla Coldiretti si leva la richiesta forte di una revisione urgente del codice marittimo, che oggi permette – con semplici trasformazioni – di “italianizzare” prodotti coltivati altrove. In un periodo cruciale per l’agricoltura campana, tra crisi produttive e competizione globale, la vendemmia 2025 rappresenta un banco di prova importante. La speranza è che almeno il settore vitivinicolo riesca a regalare soddisfazioni, mentre si continua a lottare per salvaguardare ogni angolo di vera agricoltura italiana.


