Lorenzo Applauso|Chi l’avrebbe mai detto che il Parco del Matese avrebbe preso ispirazione direttamente dallo Stato Vaticano? Certo, niente guardie svizzere (almeno per ora), ma una particolarità sì: due presidenti, come due Papi. Ricordate Papa Ratzinger e Papa Francesco? Qui abbiamo il nostro personale remake: Agostino Navarra e Andrea Boggia.
Il primo, presidente del Parco Regionale del Matese, già ben accomodato da tempo. Il secondo, fresco fresco di nomina grazie a un decreto ministeriale che – col solito tempismo chirurgico della burocrazia – lo incorona presidente della consulta provvisoria per il futuro Parco Nazionale del Matese.
Sì, avete capito bene: il Parco Regionale esiste ancora, ma sta per trapassare – burocraticamente parlando – nella dimensione superiore del Parco Nazionale. Un’ascensione lenta, lentissima, che potrebbe durare una settimana, un mese o un’intera legislatura. Nel frattempo, però, per non farsi mancare nulla, ci teniamo entrambi: un presidente “di qua” e uno “di là”, uno per il presente e uno per il futuro, uno col timbro della Regione e uno con il sigillo del Ministero.
La cosa fa sorridere, certo. Ma fa anche riflettere. Perché solo la burocrazia riesce in queste magie: duplicare le poltrone senza moltiplicare i risultati, creare enti provvisori che durano più del previsto, e trasformare un passaggio istituzionale in una rappresentazione teatrale. Titolo? Aspettando il Parco Nazionale – atto unico, ma infinito.
La consolazione, sia detto senza ironia, è che entrambi – Navarra e Boggia – sono uomini seri e per bene del territorio. Conoscono il Matese, lo vivono, lo rispettano. E questo, almeno, è un punto a favore in mezzo al groviglio burocratico.Per il resto, non resta che attendere. Con pazienza. Come si fa in Vaticano durante la sede vacante. Solo che qui la fumata bianca… chissà quando arriverà
La vignetta è stata realizzata dal nostro bravissimo Giovanni Di Tommaso.

