Emiddio Bianchi. Antonia lotta fra la vita e la morte nel reparto di rianimazione della clinica Neuromed di Pozzilli. Miracolosamente scampata alla furia omicida del padre, la giovane è stata indotta in coma farmacologico, in attesa di un miglioramento. Intanto vengono fuori le prime parole che avrebbe detto il mostro di Paupisi durante l’interrogatorio a cui è stato sottoposto nella caserma dei carabinieri di Campobasso, nelle cui campagne è stato intercettato a bordo della sua macchina, con all’interno il cadavere del figlio e Antonia. “Avevo parlato con loro venerdì. Era tutto normale in casa, come al solito- ha detto Mario, l’altro figlio della famiglia Ocone, scampato alla strage perché al lavoro al Nord-. Mio padre prendeva degli antidepressivi, mai però aveva dato segni di squilibrio mentale”. C’è pero’ da dire che una quindicina di anni fa sembra che fosse stato sottoposto ad un TSO. Sul perché abbia agito con tanta ferocia, avrebbe dichiarato di non sopportare più l’atteggiamento dominante della moglie e per questo motivo, all’alba, abbia colpito alla testa, nel sonno, con una grossa pietra, prima la moglie e poi i due figli. Dopo di che, ha caricato in macchina i figli e ha cominciato a girovagare, imboccando prima la superstrada telesina e successivamente la strada per Campobasso, dove è stato intercettato e arrestato.
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