Carissimi lettori, per comprendere questo brano evangelico, occorre un cuore puro. Questo stesso brano è stato presentato nella Santa Messa del giorno di Natale. Tutto questo ci fa capire che siamo ancora inondati dalla luce e dalla gioia del Santo Natale, per il mistero dell’ Incarnazione. E Giovanni Battista di questo mistero ne rende testimonianza, come del resto dobbiamo fare anche noi, facendo la scelta: luce o tenebre. E la testimonianza che noi possiamo dare a Cristo deve iniziare dalle nostre famiglie, con una vita cristiana, ricordandoci di Dio non solo in alcune occasioni, ma sempre, con una testimonianza coraggiosa, umile e chiara Coraggio, umiltà e chiarezza. Di questo ha bisogno Cristo per essere testimoniato. I primi esseri a cui Dio ha pensato, insieme a Cristo, prima di ideare altre cose, siamo stati noi, creati per stare accanto a lui, nella purezza della conoscenza e dell’ amore. Capire che tutto viene da Dio, che tutto è opera di sapienza e di amore, che tutto è vita e luce e che il nostro primo compito è quello di rendere conto di questo senso dell’ esistenza è la più grande conversione natalizia, alla quale siamo chiamati. Il bambino che vediamo è qui per dirci che Dio è venuto a cercarci perché vuole che gli facciamo posto nel cuore adorante. Chiediamogli che ci aiuti ad accoglierlo. Dio non si trova per appartenenza, ma per accoglienza. Non sono le Scuole di Teologia e nemmeno le Sigle e le Associazioni che ci assicurano la fede, ma la carica spirituale, la disponibilità allo stupore e la capacità di riconoscerlo negli altri. Buona e Santa Domenica!
Don Antonio


