Lorenzo Applauso. Pontelatone si prepara a ritrovare un pezzo della propria anima. Lo storico salone di barbiere nel cuore del paese, per decenni punto di riferimento assoluto, tornerà a vivere nello spirito e nella sostanza delle sue origini. Dopo il passaggio di mano seguito al pensionamento del maestro Carmine Di Giovannantonio, il locale rinasce oggi grazie a due suoi allievi, Michele Gioia e Emanuele Munno, pronti a raccoglierne l’eredità e a curare anche l’altro salone di Formicola.
Per uomini, sì. Ma soprattutto per persone. Perché quel salone non è mai stato soltanto un luogo dove tagliare i capelli: è stato una scuola di vita, una palestra di formazione per chi voleva imparare uno dei mestieri più antichi e longevi. Per intere generazioni, “andare da Carmine” significava molto più che sistemarsi il look.
Carmine Di Giovannantonio, titolare per decenni, dal 66 aveva costruito la sua esperienza professionale fuori da Pontelatone, per poi riportarla in paese con passione e rigore. Era conosciuto e stimato ovunque: bastavano due tocchi di forbice per rimettere in ordine una testa e, con essa, l’umore di un cliente. Conosceva uno per uno gusti e desideri di migliaia di persone che arrivavano da ogni parte della provincia.
Un cliente storico, oggi ultrasessantenne, racconta che pur vivendo a Milano evitava di tagliarsi i capelli prima di tornare a Pontelatone: nessuno, altrove, riusciva ad accontentarlo come “da Carmine”. Tornare in paese e sedersi su quella poltrona era diventato un rito irrinunciabile. Per i giovani che volevano imparare il mestiere, Carmine era un maestro severo e generoso; per i clienti, una tappa obbligata. Più che una barberia, una sorta di santuario popolare, luogo di passaggio e di aggregazione, dove si discuteva, ci si informava, si apprendevano notizie di ogni tipo. Non a caso, come insegnano alcune scuole di giornalismo, quando mancano le notizie basta fare un giro dal parrucchiere. E poi c’erano loro, i famosi calendarietti in miniatura, un po’ osé e profumati, ricordo indelebile di altri tempi, che un cliente rievoca con un sorriso nostalgico: “Li volevamo tutti”.
Oggi Carmine si gode – si fa per dire – il meritato riposo della pensione. Il suo carattere irrequieto lo porta ancora a dedicarsi con passione alla campagna, vissuta come un hobby mai abbandonato. Intanto, però, il suo insegnamento continua a vivere nelle mani di Michele e di Emanuele, formati alla sua scuola, pronti a restituire al paese quello stile inconfondibile.
Dal primo febbraio , alle 18.00, giorno dell’inaugurazione, quello scrigno di ricordi tornerà ad aprirsi. Forse senza i calendarietti profumati di una volta, ma con la stessa anima di sempre. Il nome del nuovo salone è ancora tutto da scoprire, ma una cosa è certa: saranno in tanti a voler esserci, per assistere al ritorno di un luogo che non è mai stato solo un negozio, ma un pezzo di storia di Pontelatone. E poi per incontrare, Carmine, il Maestro.

