Lorenzo Applauso|Dragoni. Riuscitissimo l’appuntamento culturale che si è svolto ieri nell’aula consiliare del Comune di Dragoni con la presentazione del libro dello studioso Michele Grauso. Un evento molto partecipato che ha saputo coniugare
contenuti storici, riflessione culturale e momenti musicali, rendendo l’incontro particolarmente piacevole e dinamico.Ottima e originale anche la formula scelta per la serata, non molto frequente in eventi di questo tipo. Tra un intervento e l’altro dei relatori, infatti, si sono inseriti gli interventi musicali della corale “I Polifolli”, accompagnata al pianoforte da Caterina Di Lorenzo. Un momento musicale che ha fatto da piacevole spartiacque tra gli interventi, alleggerendo il ritmo dell’incontro e contribuendo ad allentare la “morsa” dei relatori, che comunque si sono dimostrati efficaci e capaci di sintetizzare con chiarezza i propri contributi.Oltre all’autore, erano presenti al tavolo dei lavori il dottor Pasquale Simonelli, Presidente dell’Associazione storica del medio Volturno, Aldo Cervo storico, il musicista Biagio Ciallella e l’assessore delegato alla cultura Vincenzo Italiano. Assente, ma giustificatissima, il sindaco Antonella D’Aloia, trattenuta da un serio problema familiare. A lei tutti i relatori hanno rivolto un sentito augurio per una pronta e positiva risoluzione della situazione. A condurre l’evento è stato Alberto Rugiero, sotto l’abile regia di Michele Italiano, che ha curato la formula e l’organizzazione dell’intera serata. Una scelta che si è rivelata vincente: per la presentazione di un libro, infatti, il format adottato si è dimostrato efficace e coinvolgente, tanto da poter rappresentare un modello da replicare anche in futuro.Il volume presentato
rappresenta un importante lavoro letterario e di ricerca, destinato – secondo molti – a diventare un documento prezioso da leggere e conservare.«Il libro – spiega l’autore – descrive la vita della comunità nella seconda metà del Cinquecento: i poteri dei feudatari, le Università in rappresentanza della popolazione, il clero con i vari sacerdoti dei Casali, le famiglie divise tra i diversi insediamenti». Dai numerosi atti consultati emergono curiosità e dettagli di grande interesse: dalle doti matrimoniali alle località citate nei documenti, fino a prestiti e acquisti di beni. Non mancano riferimenti alle famiglie dell’epoca, molte delle quali oggi non sono più presenti a Dragoni, mentre solo poche risultano ancora radicate nel territorio. Un lavoro lungo e complesso, frutto di una paziente ricerca tra archivi e documenti storici, che restituisce uno spaccato prezioso della vita sociale, economica e religiosa del territorio nel XVI secolo. Un contributo importante alla memoria storica della comunità.
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