CASERTA. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco di Caserta, Carlo Marino, contro il decreto di scioglimento del consiglio comunale disposto nell’aprile 2025 dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Il provvedimento era stato impugnato insieme ai motivi aggiunti, con la richiesta di annullamento degli atti che avevano portato allo scioglimento. Nel giudizio si erano costituiti anche gli ex consiglieri Massimo Russo e Michele Picozzi, mentre sul fronte opposto, oltre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Interno e alla Prefettura di Caserta, figurava anche l’ex consigliere Donato Aspromonte.
Nella sentenza, i giudici amministrativi sottolineano come gli elementi raccolti — tra cui il presunto sostegno elettorale da parte di esponenti di clan mafiosi e la presenza ricorrente di soggetti collegati alla criminalità negli affidamenti pubblici — siano stati valutati nel loro complesso e non singolarmente. Tali indizi, secondo il Tar, risultano sufficienti a sostenere “in termini di plausibilità e ragionevolezza” la valutazione dell’amministrazione circa l’esistenza di collegamenti, diretti o indiretti, tra amministratori locali e ambienti della criminalità organizzata.La decisione conferma dunque la legittimità dello scioglimento del consiglio comunale, chiudendo un passaggio rilevante nella vicenda amministrativa della città campana.

