CASTEL MORRONE. Il Tar Campania frena sul caso politico-amministrativo che da mesi interessa il Comune di Castel Morrone. Con un’ordinanza pubblicata dalla Prima Sezione, il Tribunale amministrativo regionale ha dichiarato inammissibile l’istanza presentata da sei consiglieri comunali di minoranza che chiedevano, di fatto, l’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio comunale.
I ricorrenti avevano chiesto l’esecuzione dell’ordinanza cautelare emessa dal Tar nel luglio 2025, con la quale erano state sospese le delibere relative all’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato 2024-2026 e del Documento unico di programmazione (Dup), oltre alla nota della Prefettura di Caserta che intimava al Comune di approvare il piano entro venti giorni, pena l’avvio delle procedure di scioglimento.
Secondo quanto sostenuto dai consiglieri di opposizione, il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nell’ordinanza avrebbe dovuto comportare l’intervento sostitutivo della Prefettura e l’avvio dell’iter previsto dal Testo unico degli enti locali.
Il Tar, però, ha ritenuto inammissibile il ricorso, chiarendo che l’ordinanza cautelare precedente non conteneva un ordine diretto e puntuale suscettibile di esecuzione forzata. I giudici amministrativi hanno inoltre evidenziato come la richiesta avanzata dai ricorrenti mirasse sostanzialmente a ottenere un provvedimento di natura amministrativa riservato ad altre autorità competenti.
Alla base del contenzioso resta la questione del rispetto dei termini previsti dal Tuel per la presentazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, tema che continua ad alimentare il confronto politico all’interno dell’ente casertano.
La decisione del Tar rappresenta dunque un punto a favore dell’amministrazione comunale, almeno sul piano giudiziario, mentre resta aperto il dibattito politico sulla gestione finanziaria del Comune e sugli atti adottati negli ultimi mesi.

