Redazione. Piedimonte Matese. In un addio praticamente annunciato sui social, a cui manca soltanto la firma nero su bianco, Roberto Savoia ha voluto dire addio ad una società come il Matese della quale era entrato a fare parte in punta di piedi. Dapprima come allenatore in seconda, per poi affermarsi come un tecnico capace, al quale è mancato poco per andare ben oltre quelle che erano le più rosee aspettative, quando gli fu proposto, quasi timidamente, di sedere in panchina ed allenare la squadra della propria città. Questo è quanto ha scritto, in pratica un addio o magari un arrivederci, a proposito del suo futuro: “Allenare la squadra della propria città rende tutto più intenso. Raddoppiano il senso di responsabilità, la pressione, le preoccupazioni e le aspettative, ma allo stesso tempo ogni emozione positiva, ogni sacrificio ripagato e ogni traguardo raggiunto valgono il doppio. Per questo motivo desidero ringraziare tutti. Parto dai veri protagonisti. Quando ricevo qualche complimento per strada, rispondo sempre che il merito non è mio, ma di chi scende in campo ogni domenica. Di coloro che ci hanno fatto esultare, soffrire, sperare e gioire: il gruppo squadra. A voi dico pubblicamente GRAZIE. Grazie per quello che avete dato, per il sudore versato, per aver onorato questa maglia e per aver raggiunto traguardi storici. Forse non siamo arrivati dove tutti speravamo, ma siete usciti dal campo sempre a testa alta, proprio come vi avevo chiesto di fare. E di questo sarò sempre orgoglioso.

Alla società, a Bruno, Carmine e Devid, grazie per la disponibilità, la fiducia e per aver creduto in me. In ogni momento abbiamo sentito la vostra vicinanza e il vostro sostegno. Grazie al magazziniere Leo. Di solito si dice che esistono calciatori di categoria superiore; io dico che esistono anche magazzinieri di categoria superiore, e tu sei da Serie A. Il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, sempre pronto a far trovare tutto in ordine e a dare una mano a chiunque ne avesse bisogno. La tua presenza e il tuo lavoro silenzioso sono stati fondamentali per tutti noi. Grazie ai dirigenti e collaboratori Simone, Tony, Tonino, Peppe e Davide. Ognuno di voi, a modo proprio, ha sostenuto me e tutto il gruppo squadra con una presenza, un aiuto, una parola, un abbraccio o una semplice commissione. Gesti che spesso passano inosservati, ma che fanno la differenza. Grazie ai fisioterapisti Massimo e Salvatore. Persone eccezionali con cui, ormai, il rapporto va ben oltre il lavoro. Sempre disponibili, sempre pronti a rimettere in piedi i ragazzi nei momenti difficili, ma soprattutto sempre capaci di regalare una parola positiva, un sorriso e la serenità necessaria per affrontare ogni sfida. Grazie al prof Nicola. Quando quest’estate ti ho chiesto di entrare a far parte del nostro staff, speravo di aver fatto la scelta giusta. Oggi posso dirti che non me ne sono mai pentito nemmeno per un secondo. Sei un esempio di professionalità, competenza e dedizione. Sono certo che farai tanta strada, prof. Grazie Silvano. In questi anni ci siamo caricati sulle spalle problemi, responsabilità e difficoltà; abbiamo gioito e sofferto insieme. Ma c’è una cosa che non abbiamo mai fatto: discutere. Ogni dubbio, ogni perplessità, ogni idea o decisione passava prima da te. Sei uno dei pilastri di questa realtà chiamata FC Matese e sono onorato di aver condiviso con te lo spogliatoio e, soprattutto, di aver conosciuto a fondo una persona come te. Mi hai insegnato tanto. Grazie ancora, Silvà. Infine, ma non per importanza, GRAZIE a chi ha indossato la maglia numero 12: la Curva Andrea Langellotti. Se abbiamo onorato questa maglia, se abbiamo lottato, sudato, gioito e pianto, è anche grazie a voi. Avete trasmesso ai ragazzi il vero senso di appartenenza a questi colori. Ci avete sostenuto sempre, in casa e fuori, nei momenti belli e soprattutto in quelli difficili. Il vostro affetto, la vostra presenza e il vostro attaccamento a questa maglia resteranno per sempre impressi nei miei ricordi. Infinitamente grazie. A volte la vita ti mette davanti a un bivio, a quelle scelte che non avresti mai voluto prendere. Scelte difficili, che richiedono riflessione, coraggio e responsabilità. Se il destino deciderà di portarci su strade diverse, allora non sarà un addio, ma semplicemente un arrivederci. Mr. Roberto Savoia”.

