Carissimi lettori, se tanti aspetti della nostra società sono oggi, così squallidi e deprimenti. Se nei rapporti umani a tutti i livelli sembra prevalere l’egoismo. Se la sfiducia nelle istituzioni e nel futuro prende spesso il sopravvento, ciò vuol dire che alla radice di tutto c’è un comportamento di persone che si ripiegano su se stesse, che pongono al centro se stesse e i loro bisogni più immediati e superficiali. E il risultato, come sappiamo è un disastro: una società in cui è sempre più difficile vivere. La folla che seguiva Gesù per ascoltare la sua Parola, che si fa cibo per noi, ha poi trovato anche il Pane che Dio ci dà, per affrontare il problema della vita quotidiana. La fame e la sete di Dio vanno molto più in profondità che non il bisogno del pane materiale. La tragedia della nostra umanità, come ci viene presentata nella Prima Lettura, è che si spende denaro per ciò che non è pane e il patrimonio per ciò che non sazia. Ricordiamo che non possiamo ripiegarci in noi stessi. Dobbiamo aprirci ai grandi orizzonti che il Vangelo pone davanti ai nostri occhi, per la vita presente e futura. Gesù nel brano evangelico ha compiuto il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, per porre dei segni programmatici per la sua Chiesa. Allora la comunità cristiana, come Gesù è chiamata a rivelare il volto di Dio attraverso la compassione e la solidarietà. Buona Domenica a tutti!
Don Antonio


