LORENZO APPLAUSO| Caserta. Mancano i medici, due professionisti sono in uscita e non è ancora chiaro chi li sostituirà. A rischio la continuità di uno dei servizi più importanti per la prevenzione delle patologie del seno nell’azienda ospedaliera
Oltre 500 visite già prenotate e un futuro che, al momento, appare tutt’altro che certo. È la situazione che riguarda l’ambulatorio di Senologia dell’azienda ospedaliera, uno dei presidi più importanti per la prevenzione, la diagnosi e il monitoraggio delle patologie della mammella.
Un servizio che, soprattutto in un momento in cui la prevenzione assume un ruolo sempre più centrale, non può permettersi vuoti organizzativi o interruzioni. Eppure, secondo quanto si apprende, l’ambulatorio starebbe vivendo una fase di forte incertezza legata soprattutto alla carenza di personale medico.
Il problema principale sarebbe rappresentato dall’uscita di due medici, che lascerebbero un vuoto nell’organico. Al momento, però, non sarebbe ancora definito chi dovrà sostituirli e con quali tempi. Una situazione che alimenta inevitabilmente preoccupazione, soprattutto alla luce del numero di visite già programmate.Tra le ipotesi circolate ci sarebbe anche quella di un professionista che aveva presentato domanda di mobilità provenendo da un’altra provincia, ma che non avrebbe ottenuto il necessario nulla osta. Se questa circostanza fosse confermata, si tratterebbe di un’ulteriore difficoltà nel reperire rapidamente le professionalità necessarie a garantire la piena operatività del servizio.E così, tra ferie, carenze di personale e difficoltà organizzative, cresce il timore che l’attività possa subire sospensioni o ridimensionamenti. Una prospettiva che, considerata la funzione dell’ambulatorio, desta particolare preoccupazione.La senologia non è infatti un servizio qualunque. Rappresenta un punto di riferimento fondamentale per migliaia di donne che hanno bisogno di controlli periodici, visite specialistiche e percorsi diagnostici. La prevenzione e la diagnosi precoce sono strumenti essenziali nella lotta alle patologie della mammella e interrompere o rallentare questi percorsi significherebbe creare ulteriori difficoltà per le pazienti.Per una città e una provincia come Caserta, perdere o indebolire un ambulatorio pubblico di questa importanza sarebbe un passo indietro difficile da giustificare. Il rischio, infatti, è che chi non riesce ad accedere in tempi ragionevoli al servizio pubblico sia costretto a rivolgersi al privato.Ma non tutti possono permetterselo.In una fase economica nella quale anche il ceto medio deve fare i conti con l’aumento del costo della vita, affrontare visite specialistiche private, parcelle elevate ed eventuali ulteriori esami diagnostici può diventare un ostacolo concreto. La salute, però, non può dipendere dalla capacità di una famiglia di mettere mano al portafoglio.Per questo motivo la questione non dovrebbe riguardare soltanto l’azienda ospedaliera. È necessario che anche la Regione presti la massima attenzione alla situazione e contribuisca a individuare rapidamente una soluzione che consenta di garantire la continuità del servizio.

