Caserta. L’Istituto Mattei di Caserta chiede chiarezza sulla propria riorganizzazione e, soprattutto, il ripristino della storica sede di via Settembrini, insieme alla palestra.
Occorre innanzitutto chiarire bene le cose: non c’è stato alcun ridimensionamento o chiusura del Mattei a favore di altre scuole. È stato l’ISIS Ferraris a essere accorpato all’Istituto Mattei. La nuova realtà scolastica ha assunto infatti la denominazione “Mattei-Ferraris”, mentre la sede del Ferraris di via Petrarca continua regolarmente a funzionare.
La vera criticità riguarda la perdita della sede storica del Mattei in via Settembrini, da sempre cuore dell’istituto, con la conseguente perdita anche della palestra. Le verifiche tecniche effettuate dagli organi provinciali hanno evidenziato condizioni tali da rendere necessaria la sospensione delle attività per ragioni di sicurezza. Le analisi hanno inoltre escluso la possibilità di un semplice recupero o rafforzamento dell’edificio, indicando l’abbattimento della struttura come soluzione necessaria.
Oggi la comunità scolastica è costretta a operare in tre diversi plessi: 15 classi a Puccianiello, in via Amendola; 17 nella zona Saint Gobain, in via Melvin Jones; 9 classi diurne e 6 classi di Corsi di Istruzione di II Livello per Adulti a via Petrarca, presso il Ferraris.
Una frammentazione che indebolisce la vita della scuola, separando studenti, docenti e personale e rendendo più difficile mantenere quella forte identità comunitaria che ha sempre caratterizzato il Mattei. A ciò si aggiunge la mancanza di una palestra e il sacrificio dei laboratori, da sempre uno dei principali punti di forza dell’istituto e luogo privilegiato per una didattica concreta, innovativa e orientata alle competenze.
Il Mattei non è soltanto un edificio scolastico. È un polo formativo di eccellenza, capace di valorizzare talenti e formare professionalità qualificate, ma anche una scuola con una forte funzione sociale: contrasto alla dispersione scolastica, inclusione, prevenzione del disagio e promozione del successo formativo.
Negli anni l’istituto ha inoltre mantenuto un rapporto diretto con la città, promuovendo iniziative culturali aperte alla cittadinanza, come le serate dedicate al cinema e contribuendo alla vita sociale e culturale di Caserta.
Per questo la sede di via Settembrini rappresenta molto più di una semplice collocazione geografica. La sua posizione centrale è parte dell’identità del Mattei e una risorsa per l’intera città. La presenza quotidiana di studenti e personale contribuisce a mantenere vivo il quartiere, sostiene le attività commerciali e contrasta lo svuotamento sociale e culturale del centro.
La richiesta, dunque, è chiara: avviare senza ulteriori ritardi l’iter per la progettazione e la costruzione della nuova sede centrale e della palestra di via Settembrini.
Difendere il Mattei significa difendere una scuola pubblica di qualità, i suoi laboratori, il diritto degli studenti a una formazione completa e il ruolo dell’istituto nella crescita culturale e sociale di Caserta.
LE REAZIONI – COMMERCIANTI DI CASERTA IN ALLARME: «CON LA FRAMMENTAZIONE DEL MATTEI ABBIAMO PERSO CLIENTI E INCASSI»
La frammentazione dell’Istituto Mattei di Caserta non sta producendo conseguenze soltanto sul piano scolastico e organizzativo. A lanciare l’allarme sono anche numerosi commercianti della zona di via Settembrini, che hanno visto diminuire in maniera sensibile gli incassi dopo il trasferimento degli studenti e delle attività didattiche in diversi plessi della città.“Per anni la presenza dell’Istituto Mattei ha rappresentato un importante motore economico per l’area. Studenti, famiglie, docenti, personale scolastico e accompagnatori frequentavano quotidianamente negozi, bar, attività di ristorazione e servizi della zona, contribuendo a mantenere vivo il quartiere.Oggi, con le classi distribuite in più sedi, quel flusso quotidiano si è drasticamente ridotto. Un cambiamento che, secondo gli operatori commerciali, si è tradotto immediatamente in una perdita significativa di clienti e di fatturato.«È inutile dire che il danno è enorme per tutti noi che avevamo investito in questa zona», racconta Carlo, uno dei fratelli del noto Bar Thaiti di Caserta, situato a pochi passi dalla storica sede del Mattei. «Prima c’era un movimento continuo di studenti, famiglie e accompagnatori. Oggi tutto questo non c’è più o si è ridotto moltissimo. Abbiamo subito un colpo davvero duro».Il problema, dunque, non riguarda soltanto la scuola. La perdita della sede storica di via Settembrini rischia di trasformarsi in un ulteriore elemento di impoverimento del tessuto commerciale e sociale del centro cittadino.La presenza di centinaia di studenti rappresentava infatti una componente fondamentale della vita quotidiana della zona. Bar, negozi, cartolerie, attività di ristorazione e altri esercizi beneficiavano di una clientela costante, legata direttamente alla presenza dell’istituto.«Si spera che si corra davvero ai ripari», aggiunge Carlo. «La situazione attuale ci ha dato davvero un colpo duro e sarebbe importante trovare una soluzione che permetta al Mattei di tornare nella sua sede storica».Il grido d’allarme dei commercianti si aggiunge così a quello della comunità scolastica, che da tempo chiede la ricostruzione della sede centrale e della palestra di via Settembrini.La questione assume quindi una dimensione più ampia: ricostruire la sede del Mattei non significherebbe soltanto restituire alla scuola spazi adeguati, laboratori e una vera comunità scolastica, ma anche riportare nel cuore di Caserta quel movimento di persone indispensabile alla vitalità delle attività commerciali.
“UNA SCONFITTA PER LA CITTA’
Gli fa eco il titolare della cartolibreria “Ufficio Moderno” Rino Iuliano che da 25 anni serviva genitori e studenti aprendo di buona mattina. ”Pensi – dice Iuliano – che davanti all’Ovs arrivano tre pullman ogni mattina dai quali scendevano tantissimi studenti che arrivavano da tutta la provincia e si servivano da noi. Ora non è piu’ possibile dal 1° settembre con danni enormi per noi che avevamo investito in questa zona. Che possiamo dire di questa frammentazione dell’istituto in altre aree? E’ innanzitutto un fallimento per la città di Caserta che non ci aspettavamo”. Sono in molti anche a pensare che il Mattei sia stato preso di mira rispetto a tanti altri istituti che in termini di sicurezza non è il peggiore.Per i commercianti, il futuro della storica sede di via Settembrini è dunque anche una questione economica. Perché quando una scuola viene allontanata dal proprio quartiere, a risentirne non sono soltanto studenti e docenti, ma anche le tante attività che per anni hanno costruito il proprio lavoro attorno alla presenza quotidiana dell’istituto.

