Lorenzo Applauso|Non si è fatta attendere la risposta del dr. Luigi Fazzone ai numerosi messaggi di congratulazioni, affetto e stima arrivati dopo il conferimento del nuovo e prestigioso incarico di Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche per la Puglia e la Basilicata.Un incarico importante, che Fazzone ha accolto con grande senso di responsabilità, ma anche con l’emozione di chi, guardando al traguardo raggiunto, sente il bisogno di voltarsi indietro e ripercorrere il lungo cammino compiuto.«Li sto leggendo uno ad uno – ha detto – credetemi, ognuno di essi mi sta regalando un’emozione profonda».Tra i messaggi ricevuti ci sono quelli degli amici di una vita, dei sindaci e degli amministratori dei territori, degli uomini delle istituzioni, dei colleghi, dei conoscenti e anche di persone mai incontrate personalmente, ma che hanno comunque voluto dedicargli un pensiero. «A tutti voi va il mio grazie più sincero».Ma dietro il prestigioso traguardo professionale, per il neo Direttore Generale Fazzone, non c’è soltanto una carriera. C’è una storia.Una storia fatta di sacrifici, rinunce, responsabilità e anche di tanta solitudine, soprattutto nei momenti in cui è stato necessario «navigare in acque sconosciute», senza la certezza di quale sarebbe stato il porto di approdo. Il suo racconto parte da una terra di periferia, dalle origini e da quei luoghi nei quali ha costruito i primi valori e imparato a guardare al futuro con determinazione.«Sono partito da una terra di periferia, portando con me poche certezze e tanti sogni. Ho affrontato una realtà professionale e umana completamente nuova, imparando giorno dopo giorno a orientarmi in un mare che non conoscevo».Un percorso tutt’altro che semplice, segnato da momenti difficili, scelte impegnative e fatiche che, sottolinea Fazzone, forse soltanto chi le ha vissute può comprendere fino in fondo.
Eppure, proprio quelle origini sono diventate la sua forza.La terra dalla quale è partito non è mai stata dimenticata. Così come non sono stati dimenticati gli amici dell’infanzia, le persone con cui ha condiviso i primi passi e i luoghi nei quali ha imparato quei valori che ancora oggi continuano a guidare il suo cammino.Anche quando la vita professionale lo ha portato lontano, quel legame è rimasto vivo.E oggi, nel momento di un nuovo importante inizio, Fazzone sente ancora più forte il bisogno di dire grazie alle proprie origini.Un ringraziamento speciale va ai suoi genitori, che oggi non possono essere presenti per condividere con lui questo momento.«A loro devo molto più di quanto le parole possano raccontare. Mi hanno lasciato in eredità la forza, la dignità, il senso del dovere e quella tempra necessaria per non arrendersi davanti alle difficoltà».Parole che raccontano il valore di una formazione umana prima ancora che professionale.«Se sono riuscito a navigare in acque che non conoscevo, ad affrontare realtà lontane da quelle da cui ero partito e a raggiungere questo traguardo, è anche grazie a ciò che loro mi hanno insegnato».Per questo il nuovo incarico non viene vissuto come un punto di arrivo, ma come un nuovo punto di partenza.Fazzone arriva al nuovo ruolo con piena consapevolezza delle responsabilità che comporta e con la volontà di mettere a disposizione dell’Amministrazione, del territorio e delle persone l’esperienza e le conoscenze maturate in tanti anni di lavoro.Ma c’è un altro obiettivo al quale tiene particolarmente: trasferire alle nuove generazioni dell’Ufficio tutto ciò che ha imparato lungo il proprio percorso.Perché, secondo Fazzone, una carriera acquista un significato autentico quando ciò che si è conquistato con fatica non rimane patrimonio personale, ma diventa esperienza da condividere, conoscenza da trasmettere e strada da indicare a chi viene dopo.Il suo messaggio torna quindi a rivolgersi a tutte le persone che in queste ore hanno scelto di fermarsi un momento per scrivergli, telefonargli o semplicemente dedicargli un pensiero.«Grazie per l’affetto. Grazie per la stima. Grazie per avermi fatto sentire ancora una volta quanto siano forti le radici dalle quali sono partito».Un messaggio che va oltre la semplice gratitudine per le congratulazioni ricevute e diventa una riflessione sul valore delle proprie origini, sul percorso compiuto e sulla responsabilità che ogni nuovo traguardo porta con sé.«Si può andare lontano, si possono attraversare mari sconosciuti e raggiungere porti che un tempo sembravano irraggiungibili. Ma, alla fine, sono sempre le proprie radici a ricordarci chi siamo e da dove siamo partiti».E proprio alle sue radici, Luigi Fazzone affida la parte più autentica del suo nuovo viaggio:«E io quelle radici le porterò sempre con me»

