Lorenzo Applauso| Un libro senza proprietario che viaggia sui treni, passa di mano in mano e raccoglie pensieri, emozioni e speranze di persone sconosciute. È il progetto ideato dalla scrittrice di origini campane Ida Ilenia Macera, residente in Germania, che ha trasformato la scrittura in uno strumento per combattere la solitudine e creare nuovi legami.Ci sono storie che nascono da un’esperienza personale e, quasi senza accorgersene, riescono a parlare a migliaia di persone. È il caso di “Il libro che non vuole stare da solo” (Das Buch, das nicht allein sein will), un progetto culturale internazionale nato in Germania dall’idea della scrittrice Ida Ilenia Macera.Originaria della Campania e legata anche al Molise, terra che continua a rappresentare una parte importante della sua identità, Macera ha scelto di affidare a un libro un messaggio semplice e allo stesso tempo potente: nessuno dovrebbe sentirsi solo.Il progetto nasce come un vero e proprio viaggio. Il libro non ha un proprietario, non appartiene a una singola persona e non è destinato a rimanere fermo su uno scaffale. Viaggia a bordo dei vagoni ferroviari, incontra viaggiatori sconosciuti e passa di mano in mano, diventando ogni volta qualcosa di diverso.“Ho ideato Il libro che non vuole stare da solo – racconta Ida Ilenia Macera – un’iniziativa culturale internazionale nata in Germania: un libro itinerante, senza proprietario, che viaggia a bordo dei vagoni ferroviari e passa di mano in mano tra viaggiatori sconosciuti”.L’idea parte da un gesto quotidiano: prendere un treno, trovare un libro, aprirlo. Ma ciò che accade dopo va oltre la semplice lettura.Chi lo incontra viene invitato a fermarsi, leggere, riflettere e, soprattutto, lasciare una traccia di sé. Una frase, un pensiero, un’emozione, una speranza. Le pagine diventano così uno spazio condiviso nel quale persone che non si conoscono possono incontrarsi attraverso la parola scritta.“Il suo obiettivo – spiega la scrittrice – è contrastare l’isolamento e la solitudine contemporanea attraverso un gesto semplice ma profondamente umano”.Il libro diventa quindi una sorta di ponte invisibile tra sconosciuti, capace di collegare esperienze, sensibilità e storie differenti.Il progetto affronta uno dei grandi paradossi della società contemporanea: siamo costantemente connessi, ma non sempre ci sentiamo davvero vicini agli altri.La solitudine può accompagnare chi vive lontano dalla propria terra d’origine, chi affronta un percorso migratorio, chi si trova in una nuova città o semplicemente chi attraversa un momento difficile della propria vita.È proprio in questo spazio che la scrittura può assumere una funzione sociale.Scrivere significa raccontarsi, ma anche lasciare qualcosa agli altri. Leggere significa entrare, almeno per qualche istante, nella storia e nei pensieri di una persona che non conosciamo.In questo senso, Il libro che non vuole stare da solo non è soltanto un progetto letterario: è un’esperienza di partecipazione, condivisione e incontro.
DALLA CAMPANIA ALLA GERMANIA, CON IL MOLISE NEL CUORE
La storia personale di Ida Ilenia Macera attraversa confini geografici e culturali. Le sue origini campane e la sua vita in Germania rappresentano due dimensioni che non si contrappongono, ma dialogano tra loro.A questo percorso si aggiunge il forte legame con il Molise, una terra che la scrittrice considera parte integrante della propria identità.“Il legame con il Molise rappresenta per me un elemento particolarmente significativo: è la terra da cui provengo e che continua a far parte della mia identità, anche attraverso il percorso culturale che sto costruendo in Germania”.È una storia che parla dunque anche di emigrazione e di identità: di ciò che significa partire, vivere altrove e, nello stesso tempo, continuare a portare con sé luoghi, ricordi e radici.
UN’IDEA CHE HA SUPERATO I CONFINI
Il progetto ha già attirato l’attenzione di diversi media italiani, tedeschi e internazionali, interessati non soltanto all’iniziativa editoriale, ma anche al percorso umano e artistico della sua ideatrice.L’interesse dimostra come una storia apparentemente semplice – quella di un libro che viaggia su un treno – possa diventare lo spunto per affrontare temi molto più ampi: la solitudine, l’emigrazione, il bisogno di relazione, il valore della cultura e il ruolo della scrittura nella società.Ed è forse proprio questa la forza dell’iniziativa: non promettere soluzioni straordinarie, ma partire da un gesto piccolo. Aprire un libro. Leggere le parole lasciate da qualcuno. Aggiungere le proprie. E poi lasciare che quelle pagine continuino il viaggio. In un’epoca nella quale la distanza tra le persone può sembrare sempre più grande, Ida Ilenia Macera ha scelto di affidare alla cultura un messaggio di fiducia.Il suo libro non vuole stare da solo perché, in fondo, nemmeno le persone dovrebbero esserlo. Ogni viaggiatore che lo incontra può diventare parte della storia. Nessuno conosce necessariamente il volto di chi ha scritto prima, né quello di chi leggerà dopo. Eppure, attraverso quelle pagine, nasce una forma di dialogo. È questa la dimensione più profonda del progetto: trasformare un oggetto in un luogo, un viaggio in un incontro e la scrittura in un filo capace di unire persone lontane.Dalla Germania, attraverso i vagoni dei treni e le mani di sconosciuti, Il libro che non vuole stare da solo continua così il suo percorso. Portando con sé parole diverse, ma un unico desiderio: ricordare a chi lo apre che, anche quando ci si sente soli, dall’altra parte può esserci qualcuno pronto ad ascoltare.

