Lorenzo Applauso| Ci sono confini che la politica traccia, steccati che le ideologie innalzano, appartenenze che talvolta sembrano dividere irrimediabilmente le persone. E poi c’è l’amore, che di quei confini conosce poco o nulla e che, quando arriva, ha la straordinaria capacità di ricordarci che prima delle idee vengono gli esseri umani.La storia che arriva da Alife ne è una testimonianza curiosa e, al tempo stesso, profondamente simbolica.Da una parte Luca Frattolillo, assessore al Bilancio e alla Cultura dell’amministrazione in carica Svolta per Alife, guidata dal sindaco Fernando De Felice. Dall’altra Giovanna Bassi, bellissima presentatrice della lista avversaria Patto per Alife, capitanata dal dottor Salvatore Cirioli.Due schieramenti differenti, due percorsi politici distinti, due mondi che nelle urne hanno rappresentato sensibilità e visioni diverse. Eppure, lontano dai comizi, dalle liste e dalle contrapposizioni, è accaduto qualcosa di molto più potente: Luca e Giovanna si sono scelti. Sabato si sposeranno in comune. E oggi, con il loro matrimonio, quella scelta diventa anche una piccola, bella lezione di vita.Perché l’amore non chiede il certificato di appartenenza, non domanda per chi si è votato, non pretende una tessera ideologica. Non conosce maggioranze e opposizioni, destra o sinistra, vincitori o sconfitti. L’amore, quando è autentico, guarda la persona e non lo schieramento.E forse proprio per questo lo sport e la politica, così spesso raccontati attraverso rivalità, competizione e contrapposizioni, possono trovare nell’amore una metafora straordinaria. Quante volte abbiamo visto avversari stringersi la mano dopo una gara? Quante volte uomini e donne divisi da idee differenti hanno saputo riconoscersi reciprocamente rispetto e dignità?La vicenda di Luca e Giovanna porta questo principio nella dimensione più intima e più bella: quella della vita condivisa.Il loro matrimonio sembra quasi dire che si può competere senza odiarsi, dissentire senza disprezzarsi, stare su fronti diversi senza smettere di riconoscere nell’altro un universo da conoscere e, perché no, da amare.È questa, in fondo, la parte più nobile della politica: la capacità di confrontarsi con l’Altro senza trasformarlo in un nemico.E allora, per una volta, lasciamo alle urne le divisioni e affidiamoci al cuore. Perché se una lista può separare due idee, nessuna lista dovrebbe mai riuscire a separare due persone che si amano.Luca e Giovanna, con la loro storia, ci ricordano una verità antica e sempre attuale: l’amore non ha steccati ideologici.È apertura all’Altro. È curiosità. È incontro. È la capacità di vedere, oltre la bandiera che l’altro sventola, la persona che ha davanti.E forse è proprio questa la vittoria più bella: quella in cui, alla fine della partita, non ci sono avversari, ma soltanto persone che si stringono la mano.E quando a vincere è l’amore, davvero, non perde nessuno

