Macerata Campania . Prima la fuga in auto, poi l’abbandono del veicolo e la corsa a piedi. È terminato con l’intervento dei Carabinieri l’inseguimento scattato nel corso della mattinata nel territorio di Macerata Campania, dove i militari della locale Stazione, supportati dai colleghi della Sezione Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, hanno tratto in arresto un 30enne di nazionalità albanese, ritenuto gravemente indiziato, allo stato degli atti e fatta salva ogni successiva valutazione dell’autorità giudiziaria, dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, fuga pericolosa e rientro illegale nel territorio dello Stato. L’episodio ha avuto origine a Recale, dove i Carabinieri, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno fermato una Fiat 500 con a bordo il 30enne e un’altra persona. Durante le operazioni di identificazione, il conducente, invitato a recarsi presso gli uffici per ulteriori accertamenti, avrebbe improvvisamente deciso di sottrarsi al controllo, allontanandosi a bordo dell’autovettura. Ne è nato un inseguimento durante il quale, secondo quanto ricostruito dai militari, il conducente avrebbe proceduto a velocità sostenuta, effettuando manovre ritenute pericolose e mettendo a rischio la sicurezza della circolazione. La fuga è proseguita fino a Portico di Caserta, dove, in via Ponteselice, l’uomo avrebbe abbandonato la vettura per tentare di far perdere le proprie tracce proseguendo la fuga a piedi. I Carabinieri, tuttavia, sono riusciti a rintracciarlo poco dopo. Durante le fasi dell’intervento, il 30enne avrebbe opposto resistenza fisica nei confronti dei militari, venendo infine immobilizzato e condotto in caserma per gli ulteriori accertamenti. Proprio dagli accertamenti sulla posizione dell’uomo sarebbe emerso un ulteriore elemento: il 30enne era stato precedentemente espulso dall’Italia e rimpatriato in Albania il 27 maggio 2025, con un divieto di reingresso sul territorio nazionale fino al 2028. Nonostante tale provvedimento, sarebbe successivamente rientrato in Italia senza autorizzazione. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato arrestato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per lui è previsto il giudizio per direttissima, nell’ambito del quale saranno valutate le contestazioni e la posizione dell’indagato, secondo le garanzie previste dalla legge

