Emiddio Bianchi. La sua passione è correre, quanto più possibile e in qualsiasi parte del mondo. È così che quando i comuni mortali studiano il da farsi per il fine settimana, Roberto Boiano prende lo zaino, lo riempie del poco ma indispensabile e parte da San Gregorio Matese. Questa volta con destinazione Miami Beach, negli USA, non certamente dietro l’angolo. “Ho preferito fare parecchie ore di aereo -ci ha detto l’ultramaratoneta appena terminata la gara- perché era una cento miglia (160 chilometri) diversa dalle altre, diciamo crazy”. Non conosci il percorso prima di partire. Ci sono 5 check point e alla partenza ti danno la mappa con le strade che devi fare per arrivare al primo, poi al secondo e così via fino al traguardo. Non è stato facile trovare il percorso e io ho perso quasi mezz’ora per trovarlo, non avendo il telefono USA e internet. Diverse volte mi sono dovuto fermare per chiedere informazioni alle persone che erano a vedere la gara. Per fortuna che il percorso era tutto all’interno della città, altrimenti mi sarei perso”. 160 chilometri di corsa, tutti d’un fiato, alternati soltanto da brevi soste fisiologiche o per mangiare qualcosa, percorsi ampiamente nei tempi limite dal buon Roberto. Oggi il ritorno a casa, sulle sue montagne del Matese, prima della futura ultramaratona in giro per il mondo, con ancora una incognita destinazione.
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