Lorenzo Applauso|Piedimonte Matese. Una locandina sui social, la promessa di entrare nel mondo dello spettacolo e un appuntamento che sembrava il coronamento di un sogno. Poi i cambi di programma, le chat sempre più affollate di dubbi e, infine, la sorpresa più amara: arrivati in albergo, nessuno sembrava sapere nulla. Circa 150 persone, provenienti da diverse parti d’Italia, raccontano di essere rimaste coinvolte in quella che ritengono essere una truffa. Tra loro anche un 65enne di Piedimonte Matese, appassionato di canto. Chi non ha mai coltivato, almeno una volta nella vita, un piccolo sogno? Per qualcuno può essere quello di salire su un palco, cantare davanti a un pubblico, respirare per qualche ora l’aria dello spettacolo. E proprio su questo desiderio avrebbe fatto leva un’organizzazione che, attraverso una locandina diventata virale sui social, proponeva un appuntamento dal sapore allettante: “I Superbelli d’Italia” e “I Superbravi”.La proposta, almeno nelle intenzioni, sembrava quella di una manifestazione capace di regalare qualche giorno di divertimento e, perché no, anche la possibilità di farsi notare. Un’occasione alla quale avrebbero aderito circa 150 persone in tutta Italia.
Tra queste anche un 65enne di Piedimonte Matese, che preferisce mantenere l’anonimato. Da sempre appassionato di canto, aveva visto nell’iniziativa una possibilità soprattutto per vivere un’esperienza diversa e coltivare, con leggerezza, una passione mai sopita.
Il costo si aggirava intorno ai 500 euro a persona, comprensivi, secondo quanto riferito dai partecipanti, di soggiorno in albergo e pensione completa. La destinazione, però, nel corso del tempo sarebbe cambiata più volte: inizialmente una località della Puglia, poi Ginosa Marina e, infine, Fiuggi.E proprio quei continui cambiamenti avrebbero cominciato ad alimentare i primi dubbi.«Anch’io avevo pagato – racconta il 65enne di Piedimonte Matese – ma attraverso alcune chat che si erano formate tra i partecipanti ho iniziato a capire che qualcosa non quadrava. Per questo alla fine ho deciso di non andare a Fiuggi».Una decisione che, alla luce di quanto sarebbe accaduto successivamente, si è rivelata prudente.La data fissata era quella del 24, 25 e 26 settembre. Quando però i partecipanti hanno raggiunto Fiuggi, sarebbe arrivata la doccia fredda: l’albergatore, secondo le testimonianze raccolte, non avrebbe avuto notizia della prenotazione nei termini attesi dai partecipanti.A quel punto, le speranze hanno lasciato spazio allo smarrimento. Valigie alla mano, quelle persone che erano partite con l’idea di trascorrere qualche giorno all’insegna dello spettacolo si sarebbero ritrovate davanti a una realtà completamente diversa.Il sogno di una passerella, di un microfono e di qualche applauso si è trasformato così nella conta delle perdite e nella ricerca di risposte.
Circa 500 euro a testa, per molti partecipanti, non sono una cifra irrilevante. E soprattutto resta la sensazione di essere stati attratti da un’iniziativa che, secondo il racconto delle presunte vittime, avrebbe avuto tutti gli ingredienti per apparire credibile.Ora alcuni dei partecipanti stanno cercando di fare fronte comune. «Stiamo formando un gruppo per valutare eventuali azioni legali», fanno sapere.Nel frattempo, secondo quanto riferito, la persona indicata dai partecipanti come presunta responsabile dell’organizzazione, una ex attrice, sarebbe stata fermata e ascoltata dagli investigatori. Saranno naturalmente gli accertamenti delle autorità competenti a chiarire cosa sia realmente accaduto, le eventuali responsabilità e soprattutto che fine abbiano fatto le somme versate.
Resta, per chi ha pagato, una domanda semplice quanto difficile: quei soldi potranno essere recuperati?La risposta, al momento, non può essere certa. Dipenderà dagli accertamenti, dall’eventuale individuazione delle somme e dalle iniziative giudiziarie che i partecipanti decideranno di intraprendere. Un eventuale recupero, infatti, non è automatico e potrebbe richiedere tempi lunghi.
Per il 65enne di Piedimonte Matese, però, al di là dei soldi, resta soprattutto l’amarezza di un sogno accarezzato per qualche settimana e finito molto lontano dal palcoscenico immaginato.Quella locandina sui social prometteva un’occasione. Per molti, il sipario è calato ancora prima che lo spettacolo cominciasse

