CASERTA – Un tavolo nazionale per costruire il futuro del latte bufalino coinvolgendo Campania, Lazio, Molise e Puglia, regolamentando la filiera in linea con le normative europee. È questa la principale proposta emersa dall’incontro sul comparto lattiero-caseario ospitato questa mattina dal Prefetto di Caserta, Lucia Volpe, alla presenza dell’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca e di tutti gli attori della filiera. Al centro del confronto, il documento presentato da Coldiretti Caserta dopo l’ondata di disdette inviate dai caseifici agli allevatori già dal mese di agosto, che ha creato forte preoccupazione e instabilità. Nel corso del vertice, Coldiretti Caserta ha illustrato le cinque richieste messe nero su bianco davanti al Prefetto. La prima riguarda l’Accordo Quadro, già approvato dalle organizzazioni sindacali casertane, che deve recepire la legge sulle pratiche sleali prevedendo quattro paletti: costo minimo di produzione riconosciuto agli allevatori, quantità di latte definita, tabella ufficiale sulla qualità e contratti firmati alla presenza delle associazioni. Il secondo punto riguarda i controlli veri, a partire dalle cagliate: Coldiretti ha chiesto al Prefetto e all’ICQRF di attivare quanto previsto dall’art. 14 della Legge 75/2026 con il Piano Straordinario di Controllo Nazionale, nel mirino non solo la tracciabilità del latte fresco e congelato, ma soprattutto l’uso di cagliate acquistate sul mercato per produrre mozzarella senza latte di bufala. Il terzo punto riguarda la chiarezza sul latte congelato, nodo dell’eccedenza: i dati al 31 agosto 2026 dicono latte prodotto +8,35%, DOP +3,72%, latte congelato +10,75%, ma latte concentrato -70,08%. Il quarto è la destagionalizzazione, proposta ideata con ANASB e presentata alla Regione Campania, che prevede di spostare i parti nel periodo dell’anno in cui la richiesta di mozzarella di bufala è maggiore e ai caseifici serve più latte. Il quinto punto, concordato con il presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone, presente all’incontro, è il prezzo trasparente: far partire subito a Caserta una rilevazione ufficiale e mensile del prezzo del latte bufalino, agganciata all’indice internazionale CLAL. Il direttore di Coldiretti Caserta, Giuseppe Miselli, ha ribadito al tavolo la gravità della situazione: «Il latte bufalino è deteriorabile, non si conserva. La disdetta senza una contestuale proposta di nuovo contratto viene percepita come pressione e incertezza. Una filiera che vale 750 milioni, è la quinta DOP d’Italia e dà lavoro a migliaia di famiglie non può permettersi che allevatori e trasformatori siano in perenne conflitto. Per questo abbiamo chiesto un percorso condiviso che parta dall’Accordo Quadro e arrivi a un tavolo nazionale. Ringraziamo il Prefetto Volpe per aver accolto le nostre istanze e l’assessore Serluca per la vicinanza dimostrata. Il nostro impegno è chiaro: tenere unita la filiera, dalla stalla alla tavola, perché solo così possiamo garantire un futuro a questo comparto strategico per l’intera provincia». Il presidente di Coldiretti Caserta, Enrico Amico, ha aggiunto: «Quello di oggi è un passo importante, ma non è il traguardo. Le disdette unilaterali che hanno colpito i nostri allevatori sono un atto di forza inaccettabile, che rischia di distruggere un patrimonio di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo. Coldiretti Caserta continuerà a battersi su ogni fronte: per il riconoscimento del costo minimo di produzione, per controlli efficaci contro le frodi sulle cagliate, per la destagionalizzazione dei parti e per una trasparenza reale sui prezzi. Il Prefetto si è impegnato a farsi garante di un percorso condiviso, l’assessore Serluca ha assicurato l’individuazione dei fondi regionali per far fronte al caro gasolio e all’aumento dei costi delle materie prime. Noi vigileremo affinché gli impegni si traducano in fatti concreti. La filiera bufalina conta 2.364 allevamenti e 435.979 capi in Italia, con 305mila solo in Campania e 99 caseifici: non possiamo permetterci di lasciarla al suo destino». Il tavolo resterà aperto. L’obiettivo, condiviso da tutti i partecipanti, è tenere unita una filiera strategica per l’economia casertana e nazionale.

