Bucciano. Un caso doloroso e complesso scuote la comunità di Bucciano (BN), dove un uomo di 76 anni, affetto da un calcolo alle vie urinarie, è deceduto il 20 novembre dopo un lungo percorso sanitario che la famiglia ritiene segnato da gravi negligenze. La vicenda è ora oggetto di indagine da parte della Procura, alla quale i parenti hanno presentato denuncia.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, il paziente aveva iniziato a manifestare i primi problemi nel 2024, rivolgendosi al reparto di Urologia del locale ospedale di Benevento anche tramite visita intramoenia. L’obiettivo era essere inserito nella lista d’attesa per un intervento chirurgico. Tuttavia, nonostante ripetuti solleciti da parte della figlia, l’uomo – sempre secondo quanto riferito dai familiari – non sarebbe mai stato richiamato per controlli o per la programmazione dell’operazione.
La situazione sarebbe precipitata il 13 ottobre, quando il 76enne è stato ricoverato d’urgenza presso l’Ospedale “Gaetano Rummo” di Benevento per il rischio di blocco renale. È stato quindi sottoposto a un intervento, ma durante la degenza avrebbe contratto una grave infezione ospedaliera. Dopo circa venti giorni è stato trasferito nel reparto di Malattie Infettive, dove le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino al decesso. La famiglia riferisce che, chiedendo spiegazioni, non avrebbe ricevuto risposte adeguate e ha quindi deciso di presentare formale denuncia. Il Pubblico Ministero ha disposto l’autopsia, nominando due medici in qualità di consulenti tecnici d’ufficio; all’esame hanno partecipato anche un consulente tecnico nominato dai familiari e l’avvocata Carmela Amato, difensore di fiducia della famiglia. Il 26 novembre 2025, alla presenza dell’avvocata Amato, il PM Capitanio ha conferito l’incarico ai consulenti e ha disposto il dissequestro della salma, consentendo la celebrazione dei funerali .L’indagine dovrà ora chiarire diversi punti, tra cui: se vi siano state omissioni o ritardi nelle cure;
se l’eventuale mancata presa in carico o la perdita della documentazione abbiano contribuito al peggioramento del quadro clinico; se l’infezione contratta durante il ricovero abbia avuto un ruolo determinante nel decesso;
se vi siano eventuali responsabilità individuali o strutturali.
Al momento, nessuna responsabilità è stata accertata: saranno gli esiti dell’autopsia e le successive indagini a stabilire con precisione le cause della morte e l’eventuale sussistenza di profili di colpa medica o organizzativa. La famiglia, ancora profondamente scossa dalla perdita, attende ora che la magistratura faccia piena luce sull’accaduto.

