Lorenzo Applauso|Ci sono cose che nemmeno nei momenti di massima ispirazione culinaria ti verrebbero in mente. Poi arriva la fantasia, quella vera, e in cucina travolge tutto: regole, abitudini e, soprattutto, il buon senso di chi aveva deciso di mettersi a dieta.
Alla Festa della Cipolla di Alife, tra profumi, sapori e tentazioni di ogni genere, sta spopolando una creatura che già dal nome lascia intuire che qui qualcuno ha deciso di non prendersi troppo sul serio: il Tiramiru’.
E attenzione, perché non stiamo parlando del solito dolce travestito da novità. Il Tiramiru’ è una sfoglia ripiena di crema al caffè e savoiardi che, dopo la cottura, viene ricoperta da una crema al mascarpone e da un biscotto al cacao.Insomma, una di quelle preparazioni davanti alle quali il dietologo cambia mestiere e la bilancia, per pudore, preferisce girarsi dall’altra parte.L’idea è venuta allo chef Davide, titolare del Ruru’ di San Gregorio Matese, evidentemente convinto che in cucina, ogni tanto, sia necessario avere il coraggio di osare. E bisogna riconoscergli che l’azzardo ha funzionato alla grande.
Chi avrebbe mai detto che proprio questa invenzione sarebbe diventata uno dei prodotti più venduti e ricercati della festa? E invece il Tiramiru’ va letteralmente a ruba. Una volta assaggiato, pare sia difficile resistere alla tentazione di concedersi il bis. E forse anche il tris, ma su questo preferiamo non indagare per rispetto delle coronarie e dei pantaloni.
La cosa più divertente è che certe invenzioni nascono quasi per gioco e poi finiscono per conquistare il pubblico. È il bello della cucina: puoi partire da un’idea apparentemente folle e ritrovarti con la gente in fila pronta a chiederti proprio quella cosa che, fino a qualche giorno prima, nessuno aveva mai pensato di mangiare.
Il verdetto, dunque, sembra già scritto: provare per credere.
Ma una raccomandazione è d’obbligo: se decidete di assaggiare il Tiramiru’, lasciate a casa i sensi di colpa. Quelli, alla Festa della Cipolla di Alife, rischiano seriamente di non trovare posto a tavola.

