Riceviamo ed integralmente pubblichiamo una nota di una mamma il cui figlio frequenta una scuola che adotta il modello d.a.d.a. che ritiene negativo per l’apprendimento del figlio favorevole.
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Gentile Direttore, le scrivo come mamma contraria al modello D.A.D.A. – Didattiche per Ambienti di Apprendimento – introdotto nella scuola media di mio figlio. Presentano questo modello come “scuola innovativa”. La realtà che vivono i nostri figli è un’altra: una corsa continua che toglie tempo all’apprendimento.
I numeri, non le opinioni.
IL CONTO DEL TEMPO PERSO
Ad ogni cambio d’ora i ragazzi devono fermarsi all’armadietto, prendere l’occorrente per la materia successiva, spostarsi, spesso trovare l’aula ancora occupata perché la classe precedente non è ancora uscita, rientrare, fare di nuovo l’appello. Sono 8-10 minuti a cambio.
A fine giornata sono 50 minuti persi.
Facciamo il resoconto:
– A settimana: 250 minuti, cioè 4 ore e 10 minuti di lezione bruciati.
– Al mese: su 20 giorni di scuola, 1.000 minuti, cioè 16 ore e 40 minuti. Più di 3 intere mattinate di scuola perse ogni singolo mese.
– In un ciclo scolastico da Ottobre a Giugno: su circa 180 giorni effettivi di lezione, sono 9.000 minuti, cioè 150 ORE.
– Equivale a 30 giornate scolastiche composte da 5 ore buttate in corridoio a spostare zaini.
Questa è l’innovazione? Togliere un mese di scuola ai nostri figli?
IL DANNO PIÙ GRAVE: PER I BAMBINI CON BES E DSA
E qui vengo al punto più grave, che viola il principio di inclusione. La legge italiana è chiara: Legge 170/2010 sui DSA, D.M. 27 dicembre 2012 e Linee Guida sui BES del 2013, e http://D.Lgs. 66/2017 sull’inclusione, dicono che la scuola deve garantire ambienti stabili, routine prevedibili e riduzione del sovraccarico cognitivo. Un bambino con BES o DSA ha bisogno di routine. Il suo banco, la sua mappa sul muro, i suoi strumenti compensativi a portata di mano sono parte della didattica. Con la D.A.D.A., ad ogni cambio d’ora la sua routine va in frantumi. Tutta la sua energia non va sul CONTENUTO della lezione, ma sulla GESTIONE dell’organizzazione: “Dove devo andare? Ho preso il quaderno giusto? Ho dimenticato la mappa?”. Questo si chiama sovraccarico cognitivo, ed è esattamente ciò che le Linee Guida BES dicono di evitare.
NON HANNO L’ETÀ
Infine, un dato di neuroscienza che la scuola sembra ignorare: un bambino dagli 11 ai 13 anni NON ha ancora costruito le funzioni esecutive, cioè memoria di lavoro, pianificazione e gestione del tempo.
Queste funzioni, lo dice la letteratura scientifica, maturano intorno ai 14/15 anni, non a 11.
Chiedere a un ragazzino di prima media di autogestirsi come uno studente universitario 5 volte al giorno è antipedagogico. Stiamo chiedendo di correre a chi deve ancora imparare a camminare dritto.
Per questo dico con forza: la D.A.D.A. va fatta alle SUPERIORI, non alle MEDIE. Alle superiori ha senso, prepara all’università, i ragazzi sono autonomi. Alle medie serve ancora il nido, serve la classe come gruppo affettivo, serve l’angolo sicuro.
Non sono una mamma contro il futuro. Sono mamma che chiede che il futuro non venga pagato con 150 ore di apprendimento perso da mio figlio. Quante mamma ragionano come me……
Distinti saluti.

