LORENZO APPLAUSO| Voi ci credete ai maghi? Se lo chiedi in giro, la risposta è quasi sempre un no secco, pronunciato con l’aria di chi non si farebbe abbindolare nemmeno sotto tortura. Poi, però, vai a guardare i numeri e scopri che tra quello che diciamo e quello che facciamo c’è di mezzo un universo. Quello delle nostre paure, delle speranze e delle illusioni.
L’Italia, Paese di santi, navigatori e razionalisti a parole, continua a spendere cifre da capogiro per consulti, cartomanti, medium e guaritori. Secondo il Rapporto Antiplagio 2025 dell’Osservatorio Antiplagio, si arriva a 5,7 miliardi di euro l’anno. Una montagna di denaro: appena il dieci per cento viene speso per incontri in presenza, mentre il resto viaggia al telefono e attraverso i canali a distanza.
Oltre un milione di persone, sempre secondo il rapporto, si rivolge ogni anno di persona a maghi e cartomanti, spendendo in media circa 550 euro a testa. Si cerca una risposta per la salute, una via d’uscita sul lavoro, una certezza in amore. Tre bisogni diversi, un’unica fragilità: il desiderio di sapere oggi ciò che domani potrebbe riservarci.
Ecco il punto. Non è tanto la fede nel soprannaturale a sorprendere, quanto il bisogno di aggrapparsi a qualcuno quando la vita smette di darci garanzie. Il mago non vende soltanto predizioni: vende la promessa di un controllo, per quanto illusorio, sul caos dell’esistenza. E quando la paura bussa, la ragione non sempre risponde.
L’autunno, con Halloween, Ognissanti e il ricordo dei defunti, offre poi il suo scenario ideale. Anche il venerdì 13, importato dalla tradizione anglosassone, conserva il suo piccolo carico di superstizione. Sorridiamo davanti ai gatti neri, evitiamo certe scale, tocchiamo ferro. Perché non si sa mai.Intanto, perfino nel mondo delle slot online, dove ogni giro è indipendente dal precedente e il risultato dipende da un generatore di numeri casuali certificato, c’è chi spera che un amuleto o una sequenza fortunata possano piegare la sorte.Il dato più inquietante, però, è un altro: secondo l’Osservatorio Antiplagio, il 92% di chi si affida a maghi e sensitivi finisce truffato, senza alcun beneficio.Dunque, ci crediamo ai maghi? A parole, quasi nessuno. Nei fatti, abbastanza da alimentare un mercato miliardario. Forse non crediamo davvero alla magia: crediamo alla possibilità che qualcuno ci risparmi il dolore dell’incertezza. Ed è proprio lì, nel momento in cui vorremmo sentirci invincibili, che rischiamo di diventare più vulnerabili.

