San Potito Sannitico. Si è concluso con successo il corso regionale di formazione per tartuficoltori. Il mondo del Tartufo continua a suscitare interesse: il Matese è sempre più al centro anche di questo particolare settore della scienza naturale e della gastronomia.
Si è tenuto dunque un “Corso di formazione per Tartuficoltori” della Regione Campania e quello di competenza per l’ambito territoriale della provincia di Caserta a a San Potito Sannitico (CE) presso la sede dell’Ente Parco Regionale del Matese. Una lezione lezione in presenza nella sua fase conclusiva, durata l’intera giornata, ha visto impegnati i cultori del Tartufo, oltre che per acquisire le necessarie informazioni sulla coltura del Tartufo anche per rappresentare esperienze ed attenzioni da riservare a questo settore. È stata data particolare attenzione all’aspetto agricolo, che vede la tartuficoltura come una delle tante vocazioni del Matese, soprattutto per l’area pedemontana, ma anche per il miglioramento produttivo e la tutela delle tartufaie naturali di montagna, dove il Tuber mesentericum Vitt. ed il Tuber uncinatum Chat. la fanno da padrona.
Gran parte dei partecipanti sono gli storici e nuovi associati della sempre attivissima “Associazione Tartufai del Matese_ A.Ta.Mat.” che si impegna sempre più proprio per i due obiettivi di tutela e promozione del patrimonio tartuficolo.
Agli incontri frontali con esperti del Settore Foreste della Regione Campania, impegnati ormai da anni nel mondo del tartufo, Dott.ssa Agnese Rinaldi, Dott. Luca Branca ed il micologo Michele Caputo, hanno preso parte anche storici esperti del settore locale con cui si è avviato un interessante confronto proiettato al miglioramento della conoscenza e dell’espansione del settore tartuficolo, nell’ottica sempre della tutela e della sostenibilità della cerca e cavatura.
E’ stata anche visitata la tartufaia coltivata, impiantata da 5 anni sul fondo agricolo dell’Istituto Tecnico Agrario Statale “A.S.Coppola” di Piedimonte Matese, dove ormai a breve sarà produttiva per il tartufo della specie Tuber aestivum Vitt. Quest’ultimo impianto da preservare come le tantissime altre colture di pregio e storiche che questo Istituto realizza sul fondo donato dal Sen. A.S. Coppola esclusivamente per il nobile scopo di dare nuovi insegnamenti agrari alle giovani generazioni.
Prossimi appuntamenti con la valutazione di analisi sensoriale del tartufo, con giudici qualificati, anche del Matese, per approfondire la fondamentale conoscenza tecnica del tartufo, necessaria per un corretto sviluppo e tutela del patrimonio.
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