Una vittoria netta, travolgente, frutto della rabbia agonistica e della determinazione che l’Aurora ha portato in campo dopo una settimana difficile. Il 5-1 rifilato al Guglionesi – fanalino di coda ma comunque ostico sul proprio terreno – è la risposta migliore che la squadra potesse dare, dentro e fuori dal campo.
Troppo forte la delusione per i tre punti sottratti dalla Lega in settimana, a causa di un errore formale che ha portato alla penalizzazione. Un errore senza malizia, come ha voluto precisare lo stesso presidente Montaquila:
“Abbiamo sbagliato, ed è giusto che sia così. I regolamenti esistono per essere rispettati.”
Parole chiare, che hanno fatto da cornice alla reazione poderosa dei ragazzi, scesi in campo con l’obiettivo di dimostrare che l’Aurora non si ferma.
La cronaca della partita parla chiaro: Budano ha aperto le marcature, seguito da Herrera, Paradiso, Mateescu e D’Ovidio, in una gara dominata su tutti i fronti. Un segnale forte, indirizzato al campionato, ma anche a se stessi. La squadra ha giocato compatta, con il cuore in mano e la testa lucida, come dimostrato dal pieno controllo del gioco per tutti i novanta minuti.
Ma oggi non si è giocato solo per i tre punti. La squadra ha affrontato il match con una ferita nel cuore, quella lasciata dalla scomparsa improvvisa del giovane cameraman georgiano Ako, venuto a mancare in settimana per un malore. A lui, i giocatori hanno dedicato la vittoria, con un commovente ricordo a fine gara, immortalato in una foto che vale più di mille parole.
Intanto, il Forulum – prossimo avversario – al di la della sconfitta subita dal Matese lascia presagire una sfida intensa. Ma l’Aurora c’è, più viva che mai. Ferita, ma non piegata. E con una motivazione nuova: onorare chi non c’è più e dimostrare, sul campo, che questa squadra ha un’anima

