Lorenzo Applauso.“Fuorigioco per un pelo”, di qualche centimetro. Quante volte lo abbiamo letto, quante volte lo abbiamo sentito dire. E ogni volta la stessa domanda ritorna puntuale: se quel fuorigioco non condiziona minimamente l’azione da gol, a che serve interrompere il gioco, spezzare l’emozione e annullare reti di straordinaria bellezza?Il calcio vive di attimi, di intuizioni, di gesti istintivi. Eppure oggi viene spesso ingabbiato da linee tracciate al computer, da ingrandimenti millimetrici che nulla hanno a che fare con il vantaggio reale ottenuto in campo. Un ginocchio avanti, una spalla protesa, una “luce” invisibile tra due corpi: basta questo per cancellare un’esultanza e trasformare lo spettacolo in frustrazione.La nostra idea, per quello che può valere, è sempre stata semplice: fischiare il fuorigioco solo quando dà un vantaggio concreto a una squadra. Quando l’attaccante è davvero oltre, quando trae beneficio evidente dalla sua posizione. Non quando è in linea, non quando è avanti di pochi centimetri che nessun difensore avrebbe potuto comunque colmare.A quanto pare, almeno secondo le nostre modeste fonti, qualcosa si muove davvero. FIFA e IFAB starebbero valutando seriamente una modifica della regola, con l’obiettivo di renderla più chiara e più spettacolare. La cosiddetta “legge Wenger” andrebbe proprio in questa direzione: fuorigioco solo se tutto il corpo dell’attaccante è oltre l’ultimo difensore, eliminando di fatto i casi millimetrici che oggi fanno discutere il VAR più delle azioni di gioco.L’idea è chiara: dare più libertà agli attaccanti, aumentare il numero di gol, ridurre le polemiche e restituire al calcio quella semplicità che lo ha reso lo sport più amato al mondo. Una sperimentazione è in corso e una decisione definitiva è attesa nel 2025.Ma allora facciamolo, questo piccolo miracolo. In fondo la FIFA fa spesso quello che vuole. Eppure, a volte, sembra che per cambiare una regola si debba prima andare sulla luna con il pallone in mano e chiedere il permesso ai marziani. Nel frattempo, il calcio resta lì, in attesa: pronto a esplodere di gioia, ma fermato da un fuorigioco per un pelo.Cosi il calcio si sgonfia,si distrugge ancora di piu’
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