Caro Direttore, quanto accaduto a Cras-Montana la notte di San Silvestro mi ha profondamento addolorato. Giovani ancora minorenni, nel fiore della loro vita, arsi vivi e irriconoscibili. Genitori affranti, che neppure sul cadavere dei propri figli possono piangere, per il momento.Affinchè questa immane tragedia abbia un senso, almeno in chi crede nel disegno divino come me, deve essere necessariamente fonte di riflessione e insegnamento. Per chi legifera su strutture, per chi organizza eventi, per noi genitori che forse dobbiamo ripensare a modelli educazionali diversi.Ho assistito sbigottito a comportamenti a rischio in un locale non abbastanza alto, con materiali infiammabili pericolosamente vicini a delle persone in vena di fare festa a ogni costo, con via di fuga assolutamente inadeguata al tipo di evento e al numero di persone che vi partecipavano.Ma vedere ragazzi che a incendio già in atto si attardavano a fare filmati invece di provvedere a spegnere l’incendio, aiutare i più fragili o a darsi alla fuga ma ha lasciato davvero esterrefatto, angosciato.E’ diventata tale la dipendenza da cellulare da costituire un autentico allarme sociale, sanitario. La nomofobia o dipendenza da smartphone è una condizione in cui l’uso del telefono diventa eccessivo e compulsivo, interferendo con studio, lavoro, relazioni e benessere psicologico.Nel mio lavoro quotidiano osservo ragazzi che senza sentire ragioni avvertono il bisogno continuo di controllarlo, anche senza una reale necessità E manifestano disagio, rabbia e talvolta ansia quando non possono accedervi.Non voglio erigermi a maestro. Anche io e i miei familiari usiamo troppo il cellulare.Poichè è però dimostrato che una strategia che può aiutare a ridurre la dipendenza è quella di fare delle pause digitali, da quest’anno, e quindi da oggi, nessuno potrà entrare nel mio ambulatorio con cellulare acceso. Ribadisco: non silenziato ma spento. Ciò, ovviamente, varrà per adulti e minori.Poi pian piano tutti, a cominciare da me, proviamo a:
-tenere il cellulare fuori dalla camera da letto. Non è mai stata dimostrata la sua innocenza quale possibile concausa di malattie neurologiche, psichiatriche e tumorali. E certamente non facilita lo scambio di idee ed emozioni tra partners. Come pure è ampiamente dimostrato l’effetto dannoso sulla qualità del sonno.
-sostituire l’uso automatico con attività alternative (sport, lettura, relazioni sociali, volontariato, politica).
Sostituiamo la morbosa curiosità, la ricerca dei like ad ogni costo, l’esibizione delle nostre vicende e delle nostre fattezze con la partecipazione civica, il volontariato, la riscoperta dei nostri luoghi e della nostra storia.
Dr Emilio Iannotta
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Caro dottor Iannotta, condivido gran parte delle sue considerazioni sulla tragedia di Cras Montana, ma sento il bisogno di andare ancora più a fondo, perché davanti a una tragedia come questa non ci si può fermare alla superficie. Quella struttura, a mio avviso, non era adeguata ad accogliere un numero così elevato di persone, e questo deve farci riflettere seriamente sulle responsabilità e sulle scelte che vengono fatte perchè questa è la chiave di tutto. Accanto a tutto questo, non possiamo ignorare il ruolo che oggi hanno i telefoni cellulari. Siamo diventati prigionieri delle immagini, delle riprese, della necessità di documentare ogni cosa, spesso senza fermarci a comprendere ciò che sta realmente accadendo. Un like in più sembra valere più della consapevolezza, e le nostre vite finiscono per essere misurate da numeri vuoti, privi di vero significato. Credo profondamente che serva una rivoluzione del pensiero, che parta dalle scuole, ma che trovi nei genitori il primo e più importante punto di riferimento. L’educazione non può essere delegata solo alle istituzioni: nasce in casa, dall’esempio quotidiano. Spero con tutto il cuore che, da tanto dolore, possa nascere una lezione autentica e duratura. Che questa tragedia non venga archiviata insieme alle notizie del giorno, ma resti viva nelle coscienze anche quando i riflettori si spegneranno. Cordialmente
Lorenzo Applauso

