Carissimi lettori,
sulle sponde del Giordano, Giovanni Battista predicava a persone di ogni condizione, un Battesimo di penitenza, per preparare l’arrivo del Messia.
E il Vangelo di oggi racconta che, quando alla fine il Battista vide arrivare Gesù davanti a lui, per essere battezzato, lo annunciò a voce alta dandogli un titolo misterioso e solenne, che la Liturgia continua a pronunciare ancora oggi durante la Santa Messa, prima della Comunione.
‘Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo”.
L’immagine dell’ Agnello, con il suo aspetto mansueto, rivestito di lana bianca, era molto familiare a qualunque israelita contemporaneo di Gesù.
Molti erano stati allevati nelle zone di campagna dove abbondavano gli esemplari di bestiame di questo tipo.
Avranno ricordato anche il brano del profeta Isaia che si lascia sacrificare senza lamentarsi per liberarci da tutti i mali.
Gesù è venuto nel mondo con una missione precisa.
Quella di liberarci dalla schiavitù del peccato, caricandosi le colpe dell’ umanità.
In che modo?
Amando.
Non c’è altro modo di vincere il male e il peccato se non con l’amore che spinge al dono della propria vita per gli altri.
Ma che cosa significa per la Chiesa, per noi oggi, essere discepoli di Gesù Agnello di Dio?
Significa mettere al posto della malizia l’innocenza.
Al posto della forza l’amore.
Al posto della superbia l’umiltà.
E al posto del prestigio il servizio.
Buona e Santa Domenica!
Don Antonio


