Lorenzo Applauso|È proprio vero: a Caserta non si può più sostare. E se non si può sostare, significa che non si può andare. Se non si può andare, la città perde. Perde presenze, perde vitalità, perde commercio. E, a nostro avviso, perde molto più di quanto si voglia ammettere.
Il problema non è soltanto la rigidità dei controlli, ma l’assenza di alternative. I parcheggi più importanti della città sono chiusi da tempo e, di conseguenza, fioccano le multe. I numeri parlano chiaro: 65.000 verbali, secondo i dati della Polizia Locale, un dato impressionante e destinato ad aumentare. La maggior parte delle sanzioni riguarda il divieto di sosta, la sosta in doppia fila — magari solo per scendere un attimo a fare la spesa sotto casa — e, purtroppo, anche la sosta sugli stalli riservati agli invalidi.
C’è poi chi non paga la sosta: un comportamento sbagliato, che non va giustificato. Ma ridurre tutto a una questione di rispetto delle regole sarebbe semplicistico. Qui non c’entra nulla l’aspetto istituzionale, né la legittimità dei controlli. Il punto è un altro: entrare in città è diventato quasi impossibile.Qualcosa va fatto, e va fatto presto. Certamente. Ma il Comune è commissariato, e allora ecco che ritorna il solito alibi. C’è sempre un motivo, spesso — o quasi sempre — non valido, mentre la città resta ferma, non cresce, e a pagare il prezzo sono soprattutto i commercianti del centro.
Così la fuga verso i grandi centri commerciali diventa inevitabile. Perché se per comprare pane e pasta ti ritrovi una bella multa sul parabrezza, andare in centro a Caserta diventa un rischio, non una scelta. E allora non lamentiamoci se i centri storici si svuotano, se le saracinesche si abbassano, se la città perde la sua anima.
Le vie dove si registra il maggior numero di violazioni sono emblematiche: Via G.M. Bosco (circa 5.000 verbali), Piazza Vanvitelli (circa 3.000), Via Roma (circa 2.000), Via C. Battisti (2.700) e Via Unità Italiana (2.500). Numeri che raccontano una storia chiara: senza una politica seria della sosta e dei parcheggi, Caserta rischia di diventare una città inaccessibile ai suoi stessi cittadini.E una città in cui non ci si può fermare è una città in cui, lentamente, non ci si ferma più neanche a vivere. Scusate ci eravamo dimenticati il comune è commissariato.

