Carissimi lettori, in questa sesta domenica del tempo ordinario, la liturgia della Parola ci viene incontro e continua a parlare al nostro tempo e alla nostra storia.
Dopo aver riflettuto sulle Beatitudini, come l’espressione del discepolato, che trova la sua realizzazione nella dedizione e nel servizio agli altri e dopo essere stati definiti “sale della terra e luce del mondo “, nel momento in cui si continua a portare il gusto di Cristo stesso nella nostra vita e nelle nostre opere, il Signore Gesù ci chiede di andare oltre.
Ci chiama cioè a superare una giustizia, puramente formale, invitandoci a relazioni autentiche che partano dalla sincerità del cuore e da un amore senza ipocrisie.
L’amore che ci chiede Gesù, lui l’ha vissuto sulla croce, dando tutto se stesso.
L’amore che è pieno compimento della legge e che dona la felicità e la pienezza della vita, non è soddisfacimento dei propri bisogni, ma è frutto dell’ amore di Dio che il Signore Gesù ha effuso nei nostri cuori.
Per questo il Vangelo di oggi indica sei casi della vita quotidiana nei quali viene chiesto al discepolo di fare scelte di amore vero e coraggioso.
Esse riguardano i temi della riconciliazione, della rabbia, dell’ insulto, dell’ adulterio, della distanza dal peccato e del divorzio.
Noi da parte nostra, non dobbiamo fare altro che seguire l’insegnamento più grande che è la vita stessa di Gesù, per non essere poi giudicati minimi nel regno dei cieli.
Lui infatti ci avvisa :”Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”.
Egli stesso poi ci fa alcuni esempi, nei quali tutti potremmo vederci benissimo.
Fiduciosi nella sua misericordia avremmo tutti bisogno di un buon esame di coscienza.
Buona Domenica a tutti!
Don Antonio


