Carissimi lettori, Mercoledì scorso, chi si è recato in Chiesa si è sentito dire con tono severo:”Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”, mentre un po’ di cenere gli veniva imposto sulla testa.
Era il Mercoledì delle Ceneri, giorno in cui inizia il tempo quaresimale, in preparazione alla Santa Pasqua.
“Ricordati che sei polvere”, ossia ricordati della tua debolezza, della tua fragilità e della tua miseria.
L’esperienza della propria debolezza è piuttosto comune, eppure ce ne dimentichiamo o meglio vogliamo dimenticarcene con facilità.
Per questo sentiamo tali parole particolarmente dure.
Eppure sono senza dubbio necessarie in un momento come questo che stiamo vivendo, in cui tutto sembra portarci lontano da questa riflessione.
“Ricordati che sei polvere”.
Queste parole non sono dette per deprimerci, ma per aprirci gli occhi sulla verità della nostra vita, sulla fragilità di ognuno di noi e non solo.
Ci vengono rivolte in prospettiva della Pasqua di Risurrezione, quando la debolezza sarà trasformata in vittoria.
Noi in genere pensiamo poco alla nostra debolezza.
Ci sentiamo forti e autosufficienti.
In realtà non ci rendiamo conto che basta un nulla per ridurci all’ impotenza.
Preghiamo perché questo periodo di Quaresima possa farci riscoprire che siamo polvere.
E questo possiamo farlo se accettiamo il dialogo tra la nostra debolezza e la potenza liberatrice di Dio, come ci è stato presentato nel Vangelo delle tentazioni.
Esse riassumono tutte le tentazioni che ognuno di noi subisce nel corso della propria vita.
Tentazioni che si possono superare seguendo Gesù e mostrandoci disponibili verso i nostri fratelli e sorelle.
Se la Quaresima ci restituisce l’umiltà, dobbiamo sempre riscoprire la forza della Parola di Dio nella nostra debole vita.
Buona e Santa Prima Domenica di Quaresima!
Don Antonio


