Lorenzo Applauso|Piedimonte Matese. Ci sono storie che iniziano tra le difficoltà e finiscono con un sorriso. Storie che attraversano confini, sofferenze e speranze, per arrivare infine a un approdo inatteso e felice. È la storia di Rahmat, un giovane afghano che questa sera, a Piedimonte Matese, vedrà compiersi uno dei traguardi più importanti della sua vita: diventare cittadino italiano.
Rahmat arrivò in Italia molti anni fa, dopo un viaggio lungo e difficile, di quelli che cambiano per sempre il destino di una persona. Partito dall’Afghanistan con il peso delle incertezze e delle sofferenze, trovò proprio a Piedimonte Matese un luogo dove ricominciare, crescere e costruire il proprio futuro.
Questa sera, nella casa comunale, il sindaco Civitillo gli consegnerà ufficialmente la Costituzione italiana al termine della cerimonia di giuramento che sancirà la sua nuova cittadinanza. Un momento solenne, ma anche profondamente umano, carico di significato per chi ha attraversato tanti ostacoli prima di arrivare fin qui.«Il mio primo pensiero stasera va a mia mamma, che sarebbe felicissima di vederti qui e di vederti uomo che ha compiuto il suo destino, dopo tante sofferenze e con tanti meriti», ha detto il sindaco rivolgendosi a Rahmat.
Parole che raccontano non solo un traguardo amministrativo, ma una storia di integrazione e di crescita condivisa.«Rahmat, sei ormai piedimontese da quasi vent’anni. Hai completato una brillante carriera universitaria, sei un eccellente ingegnere e stai costruendo la tua famiglia qui. Con la cittadinanza italiana non cambia solo il tuo documento di riconoscimento: si uniscono la tua straordinaria storia e la città che ti ha accolto, insieme a due straordinarie culture».Il sindaco ha poi sottolineato il valore simbolico del momento:
«Da oggi il tuo viaggio continua qui, in Italia, non più come ospite del destino, ma come parte viva di questa comunità. Con la memoria del percorso fatto e con lo sguardo rivolto a ciò che ancora puoi costruire».Infine l’invito più solenne: «Oggi sei italiano e ti invito a prestare giuramento alla Repubblica e a conservare la Costituzione che oggi ti doniamo, quale migliore augurio per essere finalmente italiano».È una storia che, all’inizio, aveva il volto della paura e dell’incertezza. Ma che col tempo si è trasformata in un racconto di impegno, studio, lavoro e integrazione. Una vicenda che oggi si chiude nel modo migliore, forse anche oltre ogni previsione.Perché a volte i viaggi più difficili sono quelli che portano più lontano. E questa sera, a Piedimonte Matese, il cammino di Rahmat diventa anche un pezzo di storia della comunità che lo ha accolto.

