Lorenzo Applauso|Tre viaggi autentici, ardui e necessari. È questa la sintesi perfetta per descrivere la trilogia di pubblicazioni dello storico e scrittore Biagio Romano (nella foto), originario di Baia e Latina, nel cuore dell’alto casertano. Tre opere che non sono soltanto libri, ma veri e propri atti d’amore verso una terra ricca di storia, spesso dimenticata, e che oggi più che mai reclama attenzione, studio e trasmissione alle nuove generazioni.
Romano ha scelto un percorso tutt’altro che semplice: raccontare le radici profonde della propria comunità attraverso ricerche lunghe, faticose e prive di qualsiasi ritorno economico. Un lavoro che assume un valore ancora più alto proprio per la sua autenticità. In un’epoca in cui si conoscono città lontane e celebri come Venezia o Caltanissetta, ma si ignorano le storie locali, queste pubblicazioni rappresentano una preziosa occasione di riscoperta.
Il primo viaggio è quello lungo la Via Francigena e le sue diramazioni, un itinerario storico e culturale di straordinaria importanza che attraversa l’Italia e racconta secoli di pellegrinaggi, incontri e scambi. Non solo strade, ma anche tratturi, grotte, eremi e chiese che compongono un patrimonio diffuso, spesso poco valorizzato.
Il secondo lavoro conduce invece il lettore in un affascinante percorso tra le chiese di Baia e Latina, dal 979 al 1699. Duecentoventi pagine dense di storia, arte e spiritualità, il cui ricavato sarà destinato al restauro della tavola lignea raffigurante la Madonna delle Grazie, dipinta dai Frati Celestini nel Quattrocento. Un esempio concreto di come la cultura possa diventare anche strumento di tutela del patrimonio.
Il terzo volume affronta la storia di Baia e Latina dalle origini fino all’unione dei comuni, frutto di ricerche approfondite e complesse. Un lavoro che difficilmente le nuove generazioni, almeno per ora, sembrano intenzionate a intraprendere, proprio per la sua natura impegnativa e poco remunerativa. Eppure, è proprio in queste opere che si custodisce l’identità di un territorio.
Tra i tanti dettagli che emergono, colpisce la storia dell’attuale Municipio: costruito nel 1879 nei pressi di piazza Vallata come sede di uffici pii, privo inizialmente di particolari caratteristiche architettoniche, ha subito nel tempo diverse trasformazioni fino a diventare l’attuale casa comunale. Informazioni che possono apparire marginali, ma che contribuiscono a costruire la memoria collettiva.
Le opere di Biagio Romano si configurano così come una sorta di collana culturale, una trilogia che dovrebbe trovare spazio non solo nelle biblioteche domestiche, ma anche nelle scuole. Perché conoscere le proprie radici significa comprendere chi siamo. E forse è arrivato il momento che anche le istituzioni riflettano sull’importanza di inserire la storia locale nei programmi scolastici.
Romano non ha mai badato agli aspetti economici, ma ha seguito un’unica bussola: l’amore per la propria terra. Come egli stesso afferma: “Amare il proprio Paese, arricchirlo del proprio contributo riempie di orgoglio”.
E in queste parole si racchiude il senso più profondo del suo lavoro.

