Lorenzo Applauso|PIEDIMONTE MATESE. Una vicenda che poteva risolversi senza il ricorso alle aule di giustizia si è invece trasformata in un caso emblematico di contenzioso nel mondo della scuola. Protagonista Anna Grillo, impiegata ATA originaria di Piedimonte Matese, che si è vista negare il trasferimento richiesto nonostante fosse in possesso di tutti i titoli necessari.
Secondo quanto emerso, il Provveditorato avrebbe assegnato il posto a un’altra persona priva dei requisiti richiesti, circostanza poi confermata dal Giudice del Lavoro. Nel frattempo, la signora Grillo è stata costretta a continuare a lavorare a Caserta, affrontando quotidianamente il viaggio da Piedimonte Matese, con evidenti disagi personali e familiari.
Convinta della correttezza della propria posizione e forte della documentazione in suo possesso, la lavoratrice si è rivolta all’avvocato Carmela Amato, anch’essa di Piedimonte Matese. Nonostante le rimostranze presentate direttamente al Provveditorato, l’amministrazione è rimasta sostanzialmente in silenzio, senza fornire risposte risolutive.
In un primo momento, la difesa ha presentato ricorso al TAR della Campania. Tuttavia, il Tribunale amministrativo ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, rimettendo la questione al Tribunale del Lavoro di Santa Maria Capua Vetere.
È stato proprio quest’ultimo, una volta verificati i requisiti della ricorrente nell’ambito della procedura di mobilità del personale ATA, a pronunciarsi in maniera chiara: con apposita sentenza ha ordinato il trasferimento della signora Grillo dalla sede di Caserta alla Ragioneria di Piedimonte Matese, con decorrenza dall’inizio dell’anno scolastico 2026-2027.
Grande la soddisfazione della lavoratrice, che ha visto finalmente riconosciuti i propri diritti, così come quella del legale Carmela Amato, che sin dall’inizio si era detta fiduciosa sull’esito della vicenda. Nella sentenza, il Tribunale ha parlato esplicitamente di “abuso di potere” da parte del Provveditorato di Caserta.
Una storia che riaccende i riflettori sulla gestione delle procedure amministrative e che, con ogni probabilità, avrebbe potuto trovare soluzione senza arrivare allo scontro giudiziario.

